Il Cattolicesimo
il Cattolicesimo e' una dottrina e allo stesso tempo una istituzione della chiesa romana di confessione cristiana. Riconosce in “Gesù Cristo” l’unico vero fondatore della Chiesa, il quale avrebbe concesso all’Apostolo Pietro la guida. Successori di Pietro sono i Pontefici ed hanno la massima autorità, risiedono in Città del Vaticano a Roma dove celebrano la S. Messa nella Basilica di San Pietro; seguono i Cardinali, poi i Vescovi che sono a capo delle varie Diocesi dirigendo le chiese di loro competenza, ed infine i Sacerdoti dopo aver ricevuto il Sacramento dell’Ordine sono autorizzati a celebrare la S. Messa ai vari fedeli nelle parrocchie. Il termine “cattolico” deriva dalla lingua greca, significa: unito, legato al tutto, e quindi “Universale”; compare per la prima volta attorno al 110 in una lettera del Vescovo Ignazio di Antiochia, dov’è Gesù Cristo li c’è la Chiesa Cattolica. La comunità laica, tramite il Battesimo, partecipa al Sacerdozio di Cristo. Il Cattolicesimo comprende i seguenti dogmi: il mistero della S. Trinità, il peccato originale, e la Redenzione di Gesù Cristo tramite la sua morte e resurrezione; riconosce il dogma dell’infallibilità del Papa, dell’Immacolata Concezione, e dell’Assunzione di Maria Vergine. Afferma che i Sacramenti istituiti da Gesù Cristo, concedono agli uomini la “Grazia Soprannaturale”, e sono sette: Battesimo, Cresima (o confermazione), Eucaristia (sarebbe il sacrificio di Gesù Cristo, attraverso la trasformazione del pane e del vino, nel suo corpo e nel suo sangue, secondo la dottrina della transustanziazióne ); Penitenza, Estrema Unzione, Ordine e Matrimonio. Il Concilio Vaticano I (1869) ha infatti proclamato il carattere infallibile a certe condizioni, del magistero del Pontefice Romano. Il Concilio Vaticano II (1962-65) ha evidenziato la necessità di un confronto con i grandi problemi dell’umanità, oltre che di un dialogo con le altre confessioni cristiane e le religioni non cristiane, giuridicamente è regolato dal diritto canonico.
I dogmi
sono verità contenute nella rilevazione divina e manifestate nelle Sacre
Scritture o nella tradizione della Chiesa. Il dogma viene proclamato da un
concilio o dal papa in prima persona, e impegna tutti i cristiani a credervi per
fede. Ecco comunque quelli ritenuti più importanti dalla Chiesa cattolica.
DOGMA: Dio è uno e trino
Ha assunto la forma di dogma durante il concilio di Costantinopoli del 381. Dio
è uno solo in tre persone: Dio-Padre, Dio-Figlio e Dio-Spirito Santo. Le persone
divine sono distinte tra loro, ma la loro distinzione non divide l’Unità divina.
DOGMA: Gesù Cristo è il Figlio unigenito di Dio, generato ma non creato
consustanziale al Padre, eterno e immutabile
Fu proclamato nel primo concilio di Nicea (325): Gesù Cristo è il Figlio di Dio,
è stato generato prima dei secoli, ma non è una creatura di Dio, ed è della
stessa sostanza del Padre.
DOGMA: Maria è Madre di Dio
Dogma proclamato dal concilio di Efeso (431). Maria è Madre di Dio perché è
madre di Gesù. Infatti, colui che è stato concepito per opera dello Spirito
Santo e che è diventato veramente suo figlio, è il Figlio eterno di Dio Padre.
E’ Dio egli stesso.
DOGMA: Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo
Gesù Cristo, nell’unità della sua persona divina, ha due nature inscindibili,
quella umana e quella divina, ed è perfetto quanto alla divinità e perfetto
quanto alla umanità (concili di Efeso, 431, e di Calcedonia, 451).
DOGMA: Maria è sempre vergine
Il II concilio di Costantinopoli, nel 553, sancì la perpetua verginità di Maria:
prima, durante e dopo il parto di Gesù Cristo. Quando i Vangeli parlano di
“fratelli e sorelle di Gesù”, si tratta di parenti prossimi.
DOGMA: Il purgatorio esiste
E’ lo stato di quanti muoiono nella grazia di Dio, ma, anche se sono sicuri
della loro salvezza eterna, hanno ancora bisogno di purificazione. La dottrina
del Purgatorio fu sancita come dogma nei concili di Firenze (1439) e di Trento
(1545-1563).
DOGMA: Transustanziazione
E’ la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo, al
momento della consacrazione. La transustanziazione divenne dogma nel 1215, nel
IV concilio Laterano, e fu confermata dal concilio di Trento, quando la Chiesa
cattolica, in seguito alla riforma protestante, stabilì i confini
dell’ortodossia.
DOGMA: Immacolata concezione
Proclamata da papa Pio IX l’8 dicembre 1854, satbilisce che la Vergine Maria è
stata concepita pura, senza peccato originale. E’ cioè stata preservata dalla
condanna universale del peccato fin dal concepimento.
DOGMA: Infallibilità papale
Il dogma è contenuto nella costituzione Pastor aeternus approvata dal Concilio
Vaticano I il 18 luglio 1870. Afferma che il papa deve essere considerato
infallibile quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo “supremo
ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani” e “definisce una dottrina
circa la fede e i costumi”. Pertanto quanto da lui stabilito vincola tutta la
Chiesa per sempre.
DOGMA: Assunzione di Maria
E’ l’ultimo dogma, proclamato da papa Pio XII il 1° novembre 1950. Indica che la
Madonna, finito il corso della sua vita terrena, fu “assunta” (cioè accolta) in
Paradiso con l’anima e con il corpo, accanto al Figlio e a Dio Padre.
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
La Congregazione per la Dottrina della Fede fu istituita nell’anno 1542 da papa Paolo III Farnese (Costituzione Licet ab inizio del 21 luglio) con il nome di "Sacra Congregazione della Romana e Universale Inquisizione" e con lo scopo di vigilare sulle questioni della fede e di difendere la Chiesa dalle eresie. È quindi la più antica delle Congregazioni della Curia Romana, precedente la riforma della medesima e l’istituzione delle altre 14 Congregazioni, fatta da di papa Sisto V (Costituzione Inmensa Aeterni Dei del 22 gennaio 1588).
Dopo successive riforme e ampliamenti di competenze, il papa S. Pio X cambiò il nome del Dicastero in quello di "Sacra Congregazione del Sant'Uffizio" (Costituzione Sapienti consilio del 29 giugno 1908). Nel 1917 papa Benedetto XV, nel sopprimere la Congregazione per la riforma dell’Indice dei Libri Proibiti, ne affidò la competenza al nostro Dicastero. Finalmente, alla vigilia della conclusione del Concilio Vaticano II, papa Paolo VI ridefinì le competenze e la struttura della Congregazione e ne mutò il nome in quello attuale (Motu proprio integrae servandae del 7 dicembre 1965). Oggi, secondo l' articolo 48 della Costituzione apostolica sulla Curia Romana Pastor Bonus, promulgata dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1988, «compito proprio della Congregazione per la dottrina della fede è di promuovere e di tutelare la dottrina della fede e i costumi in tutto l'orbe cattolico: è pertanto di sua competenza tutto ciò che in qualunque modo tocca tale materia».
La Congregazione è attualmente costituita da 23 Membri —Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, provenienti da 14 diverse nazioni— e presieduta dall’Arcivescovo emerito di S. Francisco (U.S.A.) Card. William Joseph Levada. Il Segretario è S.E. Mons. Luis F. Ladaria, S.I., il Sottosegretario P. Joseph Augustine Di Noia, O.P., e il Promotore di Giustizia Mons. Charles Scicluna. Nel Dicastero attualmente prestano inoltre servizio stabile altre 37 persone, tra Ufficiali, Scrittori e Ordinanze. In considerazione delle distinte aree della sua competenza, il Dicastero comprende tre sezioni: Dottrinale, Disciplinare e Matrimoniale, che si occupa di quanto si riferisce al "privilegium fidei".
La Congregazione è assistita da un Collegio di 33 Consultori, professori delle Università e Facoltà Pontificie di Roma, esperti nelle varie discipline ecclesiastiche e provenienti da diversi paesi.
Nell'esercizio del suo compito di promuovere la dottrina cattolica e favorire «gli studi volti a far crescere l'intelligenza della fede, perché ai nuovi problemi scaturiti dal progresso delle scienze e della civiltà, si possa dare risposta alla luce della fede» (Pastor bonus art. 49), la Congregazione promuove «l'organizzazione di simposi o convegni scientifici su problemi di rilevanza dottrinale» (Regolamento proprio, art. 76), e iniziative «in favore della diffusione della sana dottrina e a difesa di quei punti della tradizione cristiana e del Magistero che sono messi in pericolo da dottrine nuove non accettabili» (Attività della Santa Sede 1996, Città del Vaticano 1997, p. 669).
Quando, ogni cinque anni, i Vescovi vengono a Roma in occasione della Visita "ad limina Apostolorum", sono ricevuti nella Congregazione per la Dottrina della Fede «per uno scambio reciproco di informazioni e per un approfondimento dei problemi relativi alle situazioni dottrinali dei diversi paesi, nonché per la comune ricerca di soluzioni delle principali questioni dottrinali locali» (Ibid, p. 671).
Il Prefetto, in ragione del suo ufficio, è anche Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commisione , le quali hanno le rispettive sedi e segreterie nel Dicastero. L'attività di entrambi le Commissioni è quindi intimamente collegata a quella della Congregazione, con la quale collaborano regolarmente. Nel Dicastero ha la sua sede anche la Commissione Interdicasteriale per il Catechismo della Chiesa Cattolica, costituita dal S.S. Giovanni Paolo II nel marzo 1993, sotto la presidenza dell’allora Cardinale Prefetto Joseph Ratzinger.
Da alcuni anni, in collaborazione con la Libreria Editrice Vaticana, il Dicastero pubblica i propri documenti, accompagnati dagli articoli di commento apparsi su "L'Osservatore Romano", nella Collana " Documenti e Studi".
L'ELEZIONE DEL PAPA
Quando muore il Papa, dopo la solenne cerimonia funebre – detta Novendiale – si riunisce il Sacro Collegio, che è formato da tutti i Cardinali di Santa Romana Chiesa per eleggere il successore. Il numero massimo di Cardinali elettori non deve superare i centoventi.
Sede vacante
Il periodo di tempo che intercorre tra la morte di un Pontefice e l’elezione del suo successore è chiamato "Sede vacante". In questo periodo il cardinale Camerlengo (il cardinale che prende possesso dei Palazzi apostolici) ed il Collegio dei Cardinali, oltre alle esequie del pontefice defunto, provvedono anche ad eseguire tutte le procedure che precedono le operazioni di voto.
Il Conclave
L’adunanza del collegio dei Cardinali riuniti per eleggere il Papa si chiama Conclave. Il termine deriva dal latino cum clavis, che significa con chiave, perché i cardinali restano chiusi a chiave nella sala dell’adunanza per evitare possibili pressioni esterne. Il primo conclave si tenne nel 1216 e portò all’elezione di Onorio III. Da sempre l’elezione avviene nei Palazzi apostolici del Vaticano. Per eleggere il nuovo Papa occorre la maggioranza di due terzi dei voti.
La nuova Costituzione
Con la Costituzione entrata in vigore nel 1996, la Universi Dominici Gregis, Giovanni Paolo II ha abolito due dei tre metodi tradizionali di voto. Non è più possibile la nomina per acclamazione unanime da parte del collegio dei cardinali e l'elezione per compromesso, ovvero il sacro Collegio non può più delegare la decisione a un gruppo di grandi Elettori (composto da 9 a 15 cardinali). Oggi, per eleggere il papa è necessaria la maggioranza qualificata (due terzi) dei voti espressi da tutti i 120 cardinali. Nel caso che il Conclave si protragga per 30 scrutini in 10 giorni, però, la maggioranza del sacro Collegio può decidere di eleggere il nuovo pontefice a maggioranza semplice (cinquanta voti più uno).
La votazione
Ciascun elettore riceve una scheda bianca, sulla quale esprimere la propria preferenza. Dopo aver scritto il nome del cardinale prescelto sulla scheda ciascuno dei votanti cammina verso un altare e, giurando di compiere il proprio dovere con onestà, inserisce la scheda nell'urna. Una volta che tutti hanno votato si procede alla conta e allo spoglio dei voti. Il risultato è poi reso noto ai cardinali. Se nessun candidato ottiene più di due terzi dei voti si svolge un'altra votazione. Se ancora non c'è un vincitore altre due votazioni si potranno tenere nel pomeriggio. Fino ad un massimo di quattro votazioni al giorno (due al mattino e due al pomeriggio).
Dopo ogni scrutinio le schede sono bruciate. Se non c'è stato nessun vincitore una nube scura, fumata nera, salirà dalla terrazza del Vaticano per annunciare ai fedeli che il Papa non è stato ancora eletto. Nel caso invece si sia finalmente giunti al nome del nuovo Pontefice, la fumata sarà bianca, grazie ad un composto chimico che viene aggiunto nella stufa, accompagnata dal suono della campana della Basilica di San Pietro.
Nomina del nuovo Papa
Una volta nominato, al neo-eletto viene chiesto se accetta o meno la decisione del Conclave. Se la risposta è affermativa, il presidente gli chiede qual è il nome che ha scelto e lo annuncia agli altri cardinali. Infine il cardinale più anziano dal balcone di piazza San Pietro grida alla folla l’Habemus Papam (abbiamo il Papa). A quel punto il nuovo Pontefice si affaccia e dà la benedizione Urbi et Orbi.

Santissima Trinità

7 Giugno -celebrazione mobile
Martirologio Romano: Solennità della santissima e indivisa Trinità, in cui professiamo e veneriamo Dio uno e trino e la Trinità nell’unità.
La solennità della Santissima Trinità è la
festa del "Dio unico in Tre Persone". Con questo è già detto tutto, ma tutto
resta ancora da capire, accogliere con amore, adorare nella contemplazione. Il
tema ha una importanza centrale sul fronte missionario. Si afferma, con
facilità, che tutti i popoli - anche i non cristiani - sanno che Dio esiste e
che anche i 'pagani' credono in Dio. Questa verità condivisa – pur con alcune
differenze, riserve e la necessità di purificare immagini e rapporti - è la base
che rende possibile il dialogo fra le religioni, e in particolare il dialogo fra
i cristiani e i seguaci di altre religioni. Sulla base di un Dio unico comune a
tutti, è possibile tessere un'intesa fra i popoli in vista di azioni concertate
a favore della pace, in difesa di diritti umani, per la realizzazione di
progetti di sviluppo e crescita umana e sociale. Su questo fronte abbiamo visto
gesti coraggiosi e positivi di intesa e collaborazione, promossi anche da grandi
Papi, come Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II; ma sempre nella chiara
consapevolezza che tutto questo è soltanto una parte dell'azione
evangelizzatrice della Chiesa nel mondo.
Per un cattolico l'orizzonte di relazioni fondate sull'esistenza di un Dio unico
non è sufficiente, e tanto meno lo è per un missionario cosciente della
straordinaria rivelazione ricevuta per mezzo di Gesù Cristo, rivelazione che
abbraccia tutto il mistero di Dio, nella sua unità e trinità. Il Vangelo che il
missionario porta al mondo, oltre a rafforzare e perfezionare la comprensione
del monoteismo, apre all'immenso, sorprendente mistero del Dio-comunione di
Persone. La parola 'mistero' è da intendersi più per ciò che rivela che per
quello che nasconde. In questa materia è meglio lasciare la parola ai mistici.
Per S. Giovanni della Croce "c'è ancora molto da approfondire in Cristo. Questi
infatti è come una miniera ricca di immense vene di tesori, dei quali, per
quanto si vada a fondo, non si trova la fine; anzi in ciascuna cavità si
scoprono nuovi filoni di ricchezze". Rivolgendosi alla Trinità, S. Caterina da
Siena esclama: "Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco
e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei
insaziabile; e l'anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane
nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna".
La rivelazione cristiana del Dio trino offre parametri nuovi sul mistero di Dio.
Sia in se stesso, sia nei suoi rapporti con l'uomo e il creato, come pure per le
relazioni fra le persone umane. Un anonimo ha trasmesso il seguente dialogo,
scarno ma essenziale, tra un musulmano e un cristiano.
- Diceva un musulmano: "Dio, per noi, è uno; come potrebbe avere un figlio?"
- Rispose un cristiano: "Dio, per noi, è amore; come potrebbe essere solo?"
Si tratta di una forma stilizzata di 'dialogo interreligioso', che manifesta una
verità fondamentale del Dio cristiano, capace di arricchire anche il monoteismo
ebraico, musulmano e delle altre religioni. Infatti, il Dio rivelato da Gesù
(Vangelo) è soprattutto Dio-amore (cf. Gv 3,16; 1Gv 4,8). È un Dio unico, in una
piena comunione di Persone. Egli si rivela a noi soprattutto come un "Dio
misericordioso e pietoso" (I lettura); "Dio ricco di misericordia" (Ef 2,4).
È questo il vero volto di Dio che tutti i popoli hanno il diritto e il bisogno
di conoscere * dai missionari della Chiesa. Per questo, afferma il Concilio, "la
Chiesa pellegrinante è missionaria per sua natura, in quanto essa trae origine
dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il
progetto di Dio Padre" (Ad Gentes 2). Nei primi numeri dello stesso Decreto il
Concilio spiega l'origine e il fondamento trinitario della missione universale
della Chiesa, offrendo, tra l'altro, una delle più alte sintesi teologiche di
tutto il Concilio.
CHI É GESÙ CRISTO?

Gesù di Nazareth visse in Palestina duemila anni fa. La sua vita e i suoi insegnamenti sono descritti nei quattro Vangeli, che si trovano nel Nuovo Testamento, che insieme all'Antico Testamento, compongono la Bibbia, ovvero "Le Sacre Scritture". Nell'Antico Testamento ci sono molte profezie che parlano della nascita, della vita, della morte, della resurrezione e della seconda venuta di Cristo sulla terra; sono state scritte centinaia di anni prima della nascita di Cristo, e si sono adempiute alla lettera.
Alcune profezie, per esempio, preannunziavano che Gesù Cristo sarebbe nato da una vergine a Betlemme, che sarebbe entrato a Gerusalemme cavalcando un asino, che sarebbe stato tradito e messo a morte per trenta monete d'argento, che sarebbe risuscitato, ed altro ancora.
Gesù Cristo stesso disse che sarebbe stato ucciso e che sarebbe risuscitato il terzo giorno (Matto 28:6).
La Bibbia dichiara molte cose straordinarie su Gesù. Afferma che è il Figlio di Dio (Giovanni 3:18), che è Dio (Giovanni 1:1) e che non commise mai alcun peccato (Ebrei 4:15). Racconta che compì molti miracoli (Matteo 14:35-36) risuscitò i morti (Giovanni 11:43-44), consolò e diede la serenità interiore a molte persone (Luca 7:47-50).Le persone che vissero con Gesù ed osservarono la sua vita da vicino, credettero che lui era veramente il Figlio di Dio ed alcuni suoi discepoli hanno messo per iscritto i suoi insegnamenti e i suoi miracoli, affermando che sono stati fatti realmente accaduti. La certezza e la fede che i discepoli avevano in Cristo erano talmente forti da condurli anche alla morte, infatti, secondo dati storici, tutti i dodici Apostoli e molti altri suoi discepoli hanno subito il martirio.
LO SCOPO DI CRISTO
Duemila anni fa, circa, quando Gesù era fisicamente presente in Palestina, tutte le persone che lo hanno riconosciuto come il Salvatore mandato da Dio, il MESSIA, hanno ricevuto i benefici della Grazia di Dio col perdono dei peccati, guarigioni da malattie e da infermità, liberazioni da oppressioni e da possessioni diaboliche, etc..
Gesù operava potentemente in risposta alla FEDE che esercitavano coloro che accorrevano a lui, ma il più grande miracolo che Gesù faceva, e che fa ancora oggi, era la trasformazione del cuore delle persone che lo accoglievano. Esempi sono gli Apostoli, Maria Maddalena, Zaccheo, Lazzaro, il Centurione Romano e molti altri ancora; di altri non vengono riportati i nomi, ma sono descritti i meravigliosi e sconvolgenti incontri che hanno fatto con Cristo.
Anche dopo la sua ascensione al cielo le persone che lo accoglievano nel loro cuore sperimentavano la gloria, la potenza e l'amore di Dio in Cristo. Tra i più famosi ci sono: Paolo, che in seguito Gesù lo ha costituito apostolo, Luca, colui che ha scritto l'omonimo vangelo, Timoteo, Tito e molti altri.
Dopo circa tre anni dalla sua apparizione pubblica, secondo come programmato da Dio, Gesù venne arrestato sotto falsa accusa e fu condannato a morte per mezzo della pena capitale utilizzata allora dai Romani: la Crocifissione.
Sulla croce, prima di spirare, Gesù pronunziò una frase, che ci da il senso della sua consapevolezza del compito a lui affidato e di quello che stava in quel momento realizzando. Gesù disse: Tutto è compiuto.
LA MORTE ESPIATRICE DI CRISTO
Con quell'atto ed in quel momento si realizzava alla perfezione il Piano di Salvezza per l'uomo. Gesù, morendo come l'Agnello di Dio, si sacrificava al posto di tutto il genere umano corrotto. Con la sua morte ha pagato la giustizia di Dio liberando dalla condanna tutti coloro che da quel momento in poi si sarebbero voluti accostare a Dio, più quelli del passato che, secondo le rivelazioni dello Spirito Santo, avevano posto fede in lui e nella sua opera.
Come segno di approvazione e garanzia della Redenzione, Dio ha risuscitato suo Figlio Gesù, il quale si è presentato vivente ai suoi discepoli, insegnando ancora le cose relative il Regno di Dio per quaranta giorni.
Gesù Cristo morendo sulla croce ha portato i peccati degli uomini liberandoli dall'ira e dal giudizio di Dio. Solo Cristo ha potuto essere il sostituto, in quanto non aveva commesso alcun peccato. Egli ha preso il posto dei peccatori e ha subito la punizione che l'uomo meritava. Gesù è morto, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Per questo Gesù è l'unica persona che ci avvicina a Dio.
QUELLO CHE CRISTO PUÒ FARE OGGI
Al terzo giorno, dopo essere stato crocifisso, morto e sepolto, è risuscitato e si è fatto vedere, prima dagli Apostoli e poi da altri discepoli. Dopo la risurrezione è rimasto con i discepoli per 40 giorni, dopodiché è asceso al cielo.
Prima di ascendere al cielo ha comandato ai suoi discepoli di andare per tutto il mondo ad annunziare il VANGELO, la Buona Notizia: Dio ha provveduto per l'uomo un Salvatore e per mezzo suo si riceve il perdono dei peccati e la Vita Eterna.
Gesù ha pure promesso che sarebbe stato insieme a loro, ed insieme a quelli che sarebbero venuti in seguito, sino alla fine del mondo.
Il peccato è stato annullato per Cristo, la giustizia divina è stata completamente soddisfatta. Gesù Cristo ha pagato il prezzo pieno. Gesù è il solo Salvatore che Dio ha provveduto per l'uomo, come sta scritto: "In nessun altro è la salvezza, perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti 4:12).
Gesù adesso ci dice: "Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, ed io vi darò riposo". Egli può risolvere i problemi e può togliere le conseguenze presenti e future dei nostri peccati.
QUELLO CHE CRISTO FARÀ NELL'IMMINENTE FUTURO
In molti passi della Bibbia, sia nell'Antico Testamento che nel Nuovo Testamento, viene descritta la Seconda Venuta del Signore Gesù; in alcuni passi viene chiamata " il Giorno del Signore". Gesù, in diverse parabole e profezie, ci descrive come ed in quali circostanze avverrà il suo ritorno fisico sulla terra.
Nel Vangelo di (Matteo 22:2)il suo ritorno viene rappresentato come un sposalizio; in (Matteo 24-30), (Matteo 25:19) e 25:31-32 è descritto che viene come Giudice.

Maria Santissima Madre di Dio

1 Gennaio
Maria figlia di Adamo, acconsentendo alla parola divina, diventò madre di Gesù e, abbracciando con tutto l’animo e senza peso alcuno di peccato la volontà salvifica di Dio, consacrò totalmente se stessa quale Ancella del Signore alla persona e all’opera del figlio suo, servendo al mistero della redenzione sotto di Lui (LG, 56). Nel Concilio di Efeso (431), dove venne affermata la natura umana e divina dell’unica persona del Verbo in Gesù Cristo, venne affermata anche la maternità divina di Maria.
Etimologia: Maria =
amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico
Martirologio Romano: Nell’ottava del Natale del Signore e nel giorno della sua Circoncisione, solennità della santa Madre di Dio, Maria: i Padri del Concilio di Efeso l’acclamarono Theotókos, perché da lei il Verbo prese la carne e il Figlio di Dio abitò in mezzo agli uomini, principe della pace, a cui fu dato il Nome che è al di sopra di ogni nome.
La solennità di Maria
SS. Madre di Dio è la prima festa mariana comparsa nella Chiesa occidentale.
Originariamente la festa rimpiazzava l'uso pagano delle "strenae" (strenne), i
cui riti contrastavano con la santità delle celebrazioni cristiane. Il "Natale
Sanctae Mariae" cominciò ad essere celebrato a Roma intorno al VI secolo,
probabilmente in concomitanza con la dedicazione di una delle prime chiese
mariane di Roma: S. Maria Antiqua al Foro romano, a sud del tempio dei Castori.
La liturgia veniva ricollegata a quella del Natale e il primo gennaio fu
chiamato "in octava Domini": in ricordo del rito compiuto otto giorni dopo la
nascita di Gesù, veniva proclamato il vangelo della circoncisione, che dava nome
anch'essa alla festa che inaugurava l'anno nuovo. La recente riforma del
calendario ha riportato al 10 gennaio la festa della maternità divina, che dal
1931 veniva celebrata l'11 ottobre, a ricordo del concilio di Efeso (431), che
aveva sancìto solennemente una verità tanto cara al popolo cristiano: Maria è
vera Madre di Cristo, che è vero Figlio di Dio.
Nestorio aveva osato dichiarare: "Dio ha dunque una madre? Allora non
condanniamo la mitologia greca, che attribuisce una madre agli dèi "; S. Cirillo
di Alessandria però aveva replicato: "Si dirà: la Vergine è madre della
divinità? Al che noi rispondiamo: il Verbo vivente, sussistente, è stato
generato dalla sostanza medesima di Dio Padre, esiste da tutta l'eternità... Ma
nel tempo egli si è fatto carne, perciò si può dire che è nato da donna". Gesù,
Figlio di Dio, è nato da Maria.
E’ da questa eccelsa ed esclusiva prerogativa che derivano alla Vergine tutti i
titoli di onore che le attribuiamo, anche se possiamo fare tra la santità
personale di Maria e la sua maternità divina una distinzione suggerita da Cristo
stesso: " Una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: "Beato il ventre
che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!". Ma egli disse: "Beati
piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!"" (Lc 11,27s).
In realtà, "Maria, figlia di Adamo, acconsentendo alla parola divina, diventò
madre di Gesù e, abbracciando con tutto l'animo e senza peso alcuno di peccato
la volontà salvifica di Dio, consacrò totalmente se stessa quale Ancella del
Signore alla persona e all'opera del Figlio suo, servendo al mistero della
redenzione sotto di Lui e con Lui, con la grazia di Dio onnipotente" (Lumen
Gentium, 56).

S
an Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria

19 Marzo
Questa celebrazione ha profonde radici bibliche; Giuseppe è l'ultimo patriarca che riceve le comunicazioni del Signore attraverso l'umile via dei sogni. Come l'antico Giuseppe, è l'uomo giusto e fedele (Mt 1,19) che Dio ha posto a custode della sua casa. Egli collega Gesù, re messianico, alla discendenza di Davide. Sposo di Maria e padre putativo, guida la Sacra Famiglia nella fuga e nel ritorno dall'Egitto, rifacendo il cammino dell'Esodo. Pio IX lo ha dichiarato patrono della Chiesa universale e Giovanni XXIII ha inserito il suo nome nel Canone romano. (Mess. Rom.)
Patronato:
Padri, Carpentieri, Lavoratori, Moribondi, Economi, Procuratori Legali
Etimologia:
Giuseppe = aggiunto (in famiglia), dall'ebraico
Emblema: Giglio
Martirologio Romano: Solennità di san Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria: uomo giusto, nato dalla stirpe di Davide, fece da padre al Figlio di Dio Gesù Cristo, che volle essere chiamato figlio di Giuseppe ed essergli sottomesso come un figlio al padre. La Chiesa con speciale onore lo venera come patrono, posto dal Signore a custodia della sua famiglia.
Sotto la sua protezione si sono posti Ordini e Congregazioni religiose, associazioni e pie unioni, sacerdoti e laici, dotti e ignoranti. Forse non tutti sanno che Papa Giovanni XXIII, di recente fatto Beato, nel salire al soglio pontificio aveva accarezzato l’idea di farsi chiamare Giuseppe, tanta era la devozione che lo legava al santo falegname di Nazareth. Nessun pontefice aveva mai scelto questo nome, che in verità non appartiene alla tradizione della Chiesa, ma il “papa buono” si sarebbe fatto chiamare volentieri Giuseppe I, se fosse stato possibile, proprio in virtù della profonda venerazione che nutriva per questo grande Santo. Grande, eppure ancor oggi piuttosto sconosciuto. Il nascondimento, nel corso della sua intera vita come dopo la sua morte, sembra quasi essere la “cifra”, il segno distintivo di san Giuseppe. Come giustamente ha osservato Vittorio Messori, “lo starsene celato ed emergere solo pian piano con il tempo sembra far parte dello straordinario ruolo che gli è stato attribuito nella storia della salvezza”. Il Nuovo Testamento non attribuisce a san Giuseppe neppure una parola. Quando comincia la vita pubblica di Gesù, egli è probabilmente già scomparso (alle nozze di Cana, infatti, non è menzionato), ma noi non sappiamo né dove nè quando sia morto; non conosciamo la sua tomba, mentre ci è nota quella di Abramo che è più vecchia di secoli. Il Vangelo gli conferisce l’appellativo di Giusto. Nel linguaggio biblico è detto “giusto” chi ama lo spirito e la lettera della Legge, come espressione della volontà di Dio. Giuseppe discende dalla casa di David, di lui sappiamo che era un artigiano che lavorava il legno. Non era affatto vecchio, come la tradizione agiografica e certa iconografia ce lo presentano, secondo il cliché del “buon vecchio Giuseppe” che prese in sposa la Vergine di Nazareth per fare da padre putativo al Figlio di Dio. Al contrario, egli era un uomo nel fiore degli anni, dal cuore generoso e ricco di fede, indubbiamente innamorato di Maria. Con lei si fidanzò secondo gli usi e i costumi del suo tempo. Il fidanzamento per gli ebrei equivaleva al matrimonio, durava un anno e non dava luogo a coabitazione né a vita coniugale tra i due; alla fine si teneva la festa durante la quale s’introduceva la fidanzata in casa del fidanzato ed iniziava così la vita coniugale. Se nel frattempo veniva concepito un figlio, lo sposo copriva del suo nome il neonato; se la sposa era ritenuta colpevole di infedeltà poteva essere denunciata al tribunale locale. La procedura da rispettare era a dir poco infamante: la morte all’adultera era comminata mediante la lapidazione. Ora appunto nel Vangelo di Matteo leggiamo che “Maria, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla all’infamia, pensò di rimandarla in segreto”(Mt 18-19). Mentre era ancora incerto sul da farsi, ecco l’Angelo del Signore a rassicurarlo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20-21). Giuseppe può accettare o no il progetto di Dio. In ogni vocazione che si rispetti, al mistero della chiamata fa sempre da contrappunto l’esercizio della libertà, giacché il Signore non violenta mai l’intimità delle sue creature né mai interferisce sul loro libero arbitrio. Giuseppe allora può accettare o no. Per amore di Maria accetta, nelle Scritture leggiamo che “fece come l’Angelo del Signore gli aveva ordinato, e prese sua moglie con sé”(Mt 1, 24). Egli ubbidì prontamente all’Angelo e in questo modo disse il suo sì all’opera della Redenzione. Perciò quando noi guardiamo al sì di Maria dobbiamo anche pensare al sì di Giuseppe al progetto di Dio. Forzando ogni prudenza terrena, e andando al di là delle convenzioni sociali e dei costumi del suo tempo, egli seppe far vincere l’amore, mostrandosi accogliente verso il mistero dell’Incarnazione del Verbo. Nella schiera dei suoi fedeli il primo in ordine di tempo oltre che di grandezza è lui: san Giuseppe è senz’ombra di dubbio il primo devoto di Maria. Una volta conosciuta la sua missione, si consacrò a lei con tutte le sue forze. Fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno: tutto di Maria. (…) Quello di Maria e Giuseppe fu un vero matrimonio? E’ la domanda che affiora più frequentemente sulle labbra sia di dotti che di semplici fedeli. Sappiamo che la loro fu una convivenza matrimoniale vissuta nella verginità (cfr. Mt 1, 18-25), ossia un matrimonio verginale, ma un matrimonio comunque vissuto nella comunione più piena e più vera: “una comunione di vita al di là dell’eros, una sponsalità implicante un amore profondo ma non orientato al sesso e alla generazione” (S. De Fiores). Se Maria vive di fede, Giuseppe non le è da meno. Se Maria è modello di umiltà, in questa umiltà si specchia anche quella del suo sposo. Maria amava il silenzio, Giuseppe anche: tra loro due esisteva, né poteva essere diversamente, una comunione sponsale che era vera comunione dei cuori, cementata da profonde affinità spirituali. “La coppia di Maria e Giuseppe costituisce il vertice – ha detto Giovanni Paolo II –, dal quale la santità si espande su tutta la terra” (Redemptoris Custos, n. 7). La coniugalità di Maria e Giuseppe, in cui è adombrata la prima “chiesa domestica” della storia, anticipa per così dire la condizione finale del Regno (cfr. Lc 20, 34-36 ; Mt 22, 30), divenendo in questo modo, già sulla terra, prefigurazione del Paradiso, dove Dio sarà tutto in tutti, e dove solo l’eterno esisterà, solo la dimensione verticale dell’esistenza, mentre l’umano sarà trasfigurato e assorbito nel divino. “Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verrà certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada”, sosteneva S. Teresa d’Avila. “Io presi per mio avvocato e patrono il glorioso s. Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi, in cui era in gioco il mio onore e la salute dell’anima. Ho visto che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare...”( cfr. cap. VI dell’Autobiografia). Difficile dubitarne, se pensiamo che fra tutti i santi l’umile falegname di Nazareth è quello più vicino a Gesù e Maria: lo fu sulla terra, a maggior ragione lo è in cielo. Perché di Gesù è stato il padre, sia pure adottivo, di Maria è stato lo sposo. Sono davvero senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a san Giuseppe. Patrono universale della Chiesa per volere di Papa Pio IX, è conosciuto anche come patrono dei lavoratori nonché dei moribondi e delle anime purganti, ma il suo patrocinio si estende a tutte le necessità, sovviene a tutte le richieste. Giovanni Paolo II ha confessato di pregarlo ogni giorno. Additandolo alla devozione del popolo cristiano, in suo onore nel 1989 scrisse l’Esortazione apostolica Redemptoris Custos, aggiungendo il proprio nome a una lunga lista di devoti suoi predecessori: il beato Pio IX, S. Pio X, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI.
Preghiera a San Giuseppe
A te, o beato Giuseppe, stretti
dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo
quello della tua santissima sposa. Per, quel sacro vincolo di carità, che ti
strinse all'Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che
portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la
cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto
sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia,
l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori
e i vizi, che ammorbano il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta
col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo
salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la
santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora
sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il
tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire
l'eterna beatitudine in cielo.
AMEN.
Cos'è la Bibbia?
La Bibbia non è solo un libro; è una raccolta di 73 libri (per la tradizione cattolico-romana) diversi: di storia, profezia, saggezza popolare, poesia religiosa e, principalmente, della Parola di Dio. Alcuni libri sono lunghi, altri brevissimi; alcuni sono antichi, altri scritti al tempo di Gesù. Ci sono anche lettere occasionali inviate alla chiese primitive. Ma tutti sono libri speciali perché Dio li ha ispirati per rivelare il grandioso piano della storia della salvezza.
La Bibbia si divide in due parti: l'Antico Testamento, che comprende 46 (per la tradizione cattolico romana; 41 per la tradizione ebraica, riconosciuta anche da tutte le chiese Protestanti ed Evangeliche) libri scritti prima di Cristo; ed il Nuovo Testamento formato da 27 libri scritti dopo Cristo. L'A.T. è stato ordinato, secondo un'antica tradizione, dallo scriba Esdra, in tre parti: la Legge, i Profeti e gli Scritti. Il N.T. è suddiviso dai quattro evangeli, dove è descritta la nascita, la vita, la predicazione, i miracoli, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo; poi ci sono gli Atti degli Apostoli, dove viene riportata la vita della chiesa nascente; poi le varie lettere degli apostoli Paolo, Pietro, Giovanni, Giacomo e Giuda; chiude il libro dell'Apocalisse che è la rivelazione che Gesù personalmente ha dato all'Apostolo Giovanni degli avvenimenti futuri che dovevano accadere, sino alla fine del mondo.
I più antichi scritti della Bibbia ordinati dagli scribi derivano da racconti e tradizioni tramandate prima a voce di generazione in generazione. Nel 1947 un'eccezionale scoperta archeologica riportò alla luce, presso Qumram, sul Mar Morto, dei manoscritti ebraici risalenti al tempo di Gesù, nascosti prima della guerra tra i Giudei ed i Romani (70 d.C.).
La nascita di Gesù fu lo spartiacque tra l'Antico ed il Nuovo Testamento. L'Antico inizia con gli antichissimi racconti della creazione del mondo ed illustra la storia religiosa e sociale del popolo ebraico fino al ritorno dall'esilio babilonese (o sino alla conquista romana della Giudea, per la tradizione cattolico-romana). Il Nuovo Testamento inizia con i racconti della nascita di Cristo.
La prima traduzione dell'Antico Testamento in lingua greca è detta "dei Settanta", perché preparata da 72 dotti ebrei per ordine del re d'Egitto Tolomeo Filadelfo, 250 anni prima di Cristo. La traduzione latina più nota della Bibbia è la cosiddetta Vulgata completata da san Girolamo nel 384 d.C.
La Bibbia è stato anche il primo libro stampato a Magonza, nel 1456, da Johann Gutenberg, inventore della stampa a caratteri mobili. Nel 1471 fu pubblicata la prima edizione italiana.
La Bibbia è il libro più diffuso nel mondo, tradotto interamente in 310 lingue e parzialmente in 1600 lingue o dialetti. Dal 1815 al 1975 ne sono state stampate almeno due miliardi e mezzo di copie!
Questo autentico best-seller è il capolavoro più straordinario, perché è ispirato da Dio e racconta la storia dell'amore di Dio per l'umanità, un amore infinito che ha portato Gesù Messia e Figlio di Dio a sacrificarsi sulla croce per riconciliare gli uomini con Dio.
La Bibbia è come un grande diario della famiglia umana nel quale ancor oggi si possono trovare le grandi risposte riguardanti le nostre origini ed il nostro destino eterno.
CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
Aspettiamo nuovi cieli e nuova terra
Nuovi cieli e nuova
terra
La Redenzione di Gesù Cristo si estende
all’universo intero. Verrà un giorno nel quale tutto il cosmo sensibile sarà
trasformato in meglio per essere messo a piena disposizione dei Beati per i
quali è stato creato. L’universo fisico contiene già tante meraviglie, eppure il
meglio della creazione materiale deve ancora venire. Vediamone le ragioni.
La Rivelazione ci dice che, al termine della storia umana sulla terra, Gesù
Cristo farà la sua comparsa finale in mezzo al capovolgimento totale
dell’universo. Il Regno di Dio si deve estendere a tutto il cosmo per tutta
l’eternità. Quindi ci sarà una rinnovazione fisica e morale dell’universo. Ci
sarà l’avvento di un ordine nuovo nelle relazioni tra Dio, gli uomini e le cose.
La parola di Dio (Is. 6,22) dice: «I nuovi cieli e la nuova terra che io farò
dureranno per sempre davanti a Me». Questa grande promessa, rievocata e
riconfermata spesso nel Nuovo Testamento, è troppo sobria per con sentirci di
costruire fatto per fatto una cronaca di quegli avvenimenti impressionanti, però
è abbastanza esplicita e precisa per darci la speranza sicura e confortante
dell’avveramento della divina parola.
Gesù la chiama (Mt. 19,28) «rigenerazione» (in greco «palingenesi») — S. Pietro
(At. 3,21) la chiama «restaurazione universale» — San Paolo la chiama di volta
in volta « riconciliazione - ricapitolazione - liberazio ne» — S. Giovanni la
presenta come «nuova creazione».
In pratica indicano sempre la stessa cosa e cioè che il completamento della
Redenzione, sostanzialmente compiuta, non è stata ancora applicata tutta e a
tutto l’universo. La promessa divina ce lo garantisce con l’assicurazione che un
giorno creerà «nuovi cieli e nuova terra» per sempre.
La fine violenta dello stato fisico attuale
La scienza afferma che la
natura fisica, poiché le energie fisiche del cosmo si vanno esaurendo, va verso
una fine, però ancora molto lontana, ma dice pure che il mondo potrebbe finire
da un momento all’altro bruscamente o per uno scontro formidabile di astri e
pianeti, oppure per una esplosione di energia atomica cosmica. Però come finirà
realmente il mondo, la scienza non ce lo dice. Gesù invece ci fa sapere
esplicitamente (Mt. 24,29-35) che l’universo quale si trova nello stato attuale,
finirà all’improvviso in modo da cogliere gli uomini di sorpresa e in maniera
violentissima (Lc. 21,25-26):. «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle
stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei
flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà
accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte».
S. Pietro riafferma nella sua seconda lettera (3,7-10+ 13): «Ora i cieli e la
terra attuali, conservati dalla medesima parola, sono riservati al fuoco per il
giorno del giudizio e della rovina degli empi... Il giorno del Signore verrà
come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal
calore si dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta... E
poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova nei
quali avrà stabile dimora la giustizia». — S. Giovanni (Ap. 21,1 +5): « Vidi poi
un nuovo cielo e una nuova terra... E Colui che se deva sul trono disse: Ecco,
Io faccio nuove tutte le cose».
In che consisterà tale trasformazione, dice il P. Pesch, non riusciamo a
precisarlo, però «è certo che la rimessa a nuovo sarà tale da portare tutte le
cose a quella perfezione che corrisponde allo stato glorioso dei Beati».
Ragioni della trasformazione
La riparazione
operata dal Divino Redentore si può forse dire davvero completa finché nel
creato persistono ben visibili e tangibili le conseguenze della maledizione che
il peccato di Adamo attirò sull’uomo e sulla natura? Certamente no. Però
l’influsso della Redenzione di Gesù ha già raggiunto le nostre anime, i nostri
corpi e la stessa natura riconsacrandoci a Dio, tanto che S. Giovanni (1 Gv.
3,2) dice: «Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio (però fino ad ora non è
stato ancora trasfigurato nulla), ma ciò che saremo non è stato ancora
rivelato». Quindi effetto ritardato! Infatti l’ordine che dovrà esserci sarà
tutto e solo beatifico, perché in esso, come attesta la parola di Dio (Ap. 21,4)
«non ci sarà più la morte, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono
passate».
S. Paolo (Rom. 8,19) ci presenta l’attesa di tutto l’universo per i nuovi cieli
e la nuova terra: «La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei
figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa, e nutre la speranza di essere lei
pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della
gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti bene che tutta la creazione (minerali,
vegetali, animali) geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è
la sola, ma anche noi, che posse diamo le primizie dello Spirito, gemiarno
interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo». Un
po’ di spiegazione. San Paolo per riuscire più efficace nella sua esposizione
attribuisce alla natura in feriore una coscienza di pena e dice: «come noi
gemiamo di essere soggetti alla legge della sofferenza così tutta la natura geme
di essere sottoposta al deperimento. La natura è vittima di una colpa non sua;
geme di questa lotta continua degli elementi tra di loro, geme di questi urti
vicendevoli delle forze selvagge che tanto male infliggono all’uomo, geme del
continuo consumarsi e perire di tante forme di viventi: è «la schiavitù della
corruzione’». Però questa schiavitù è temporanea, perché un giorno l’intera
natura verrà restaurata per prendere parte alla libertà gloriosa che l’uomo
riconquisterà.
Ora che la Redenzione, già in parte avvenuta, ha rimesso l’uomo nella condizione
di figlio di Dio, quella speranza si è riaccesa più che mai, e la natura,
nell’attesa sospirosa della manifestazione anche sensibile della realtà dei
figli di Dio, soffre dolori come di partoriente.
Dolori perciò non di morte e di annientamento, ma di rigenerazione a vita più
piena e più lieta. La natura sensibile irrazionale è chiamata ad essere non
semplice spettatrice, inutilmente invidiosa, ma partecipe e collaboratrice
amorevole della nuova vita dei figli di Dio.
Festa eterna
Ecco il perché
dei nuovi cieli e della nuova terra! Non sarà un cambiare assetto all’universo
solo per il gusto capriccioso della novità, ma restaurano per dargli un
abbigliamento sfarzoso per la festa eterna dei Beati che sta per incominciare!
L’inizio ditale festa ci è descritta da S. Giovanni al principio dei capitoli 19
e 21 dell’Apocalisse, i quali si riferiscono espressamente alla inaugurazione
finale del Regno Celeste nella perpetua felicità.
(Apoc. 21,5): «Colui che sedeva su trono disse: Ecco, faccio nuove tutte le
cose!». Queste parole significano che tutte quante le cose (minerali, vegetali,
animali) inizieranno un’esistenza nuova nella propria natura trasformata.
Restaurato l’universo nuovo, Dio vi collocherà la grande famiglia dei suoi
Beati, la quale, fino a quel momento, sarà rimasta appartata lassù nel «Cielo
dei cieli» con Lui. Comunicherà loro la sua stessa padronanza sulle cose e verrà
Egli stesso ad abitare con loro, come appunto precisa l’Apocalisse aggiungendo:
« Vidi la Gerusalemme nuova che scende dal Cielo (la sposa che sta con lo Sposo
nel Cielo dei cieli, scende da lì per insediarsi nell’universo nuovo, quale
regina che partecipa della regalità dell’Agnello suo Sposo»... E udii una gran
voce proveniente dal trono che diceva: Ecco la dimora di Dio con gli uomini».
Questo viene confermato anche da S. Paolo (Ef. 1,10 - I Cor. 15,24). Perciò
l’idea essenziale della fine del mondo, descritta da S. Paolo e da S. Giovanni,
è che l’universo, una volta che si è liberato dalla schiavitù della corruzione,
si vestirà a festa per prendere parte alle nozze dell’Agnello e alla libertà
gloriosa dei figli di Dio (Rom. 8,21).
Il cosmo, venuto degradandosi fino all’estremo per la colpa dell’uomo, sarà
rimesso a nuovo, perché l’opera redentrice di Gesù Cristo abbraccia tutto:
l’individuo, la società o collettività, l’universo.
Conferma teologica
San Tommaso (Suppi. 90-Q.a,i) spiega che il rinnovamento dell’universo è richiesto dallo stato in cui ci troveremo noi: «Non è la natura inferiore (minerale, vegetale, animale) che meriti propriamente tanta gloria, ma è l’uomo che merita la glorificazione dell’universo. L’abitazione deve essere conveniente, adatta ai suoi abitanti. E siccome il mondo è stato fatto per essere l’abitazione dell’uomo, gli deve essere conveniente, adatto. Alla resurrezione l’uomo sarà rinnovato, dunque anche il mondo deve essere rinnovato per soddisfare i desideri dell’uomo». Il P. Pession, nella sua opera «Le Paradis», al riguardo scrive: «O uomo, apri gli occhi e contempla lo spettacolo della natura; apri le orecchie e ascolta la voce delle cose che ti dicono: noi siamo nella prova come te. Il nostro destino è di servirti e istruirti affinché tu pervenga alla gloria dei figli di Dio. Ma quando il tuo corpo sarà resuscitato, esso darà il segnale di una specie di resurrezione di tutto quanto il regno della materia. Allora anche noi avremo raggiunto il nostro ultimo fine, perché saremo glorificati per servire in modo conveniente te, figlio glorioso di Dio. Come al presente, per servire te, figlio di Dio, messo alla prova, siamo sottoposti alla prova in mille modi, perché, creati per servire te, noi non possiamo avere un trattamento migliore del tuo; ma quando tu sarai come una specie di divinità, noi pure, in vista dite, saremo nobilitati e parteciperemo della tua libertà e della tua gloria».
Nel nuovo ordine cosmico sussisteranno vegetali e animali?
P. Pesch,
grande teologo, ci assicura che non c’è nulla contro la fede né contro la
ragione pensare il Paradiso popolato di piante e di animali. Infatti, tolti i
regni vegetale e animale, gran parte del disegno sapientissimo del Creatore
scomparirebbe. Quante perfezioni create, sorgenti di deliziosissime compiacenze
per noì, ci verrebbero sottratte e che noi potremmo rimpiangere. Anche Adamo nel
paradiso terrestre era costituito, prima della caduta, in uno stato di
incorruttibilità e immortalità, eppure si muoveva in un ambiente affollatissimo
di animali e vegetali deperibili. Inoltre nel passo citato di S. Paolo (Rom.
8,19-21) è detto «l’intera creazione geme, soffre... anela alla manifestazione
dei figli di Dio». E detto espressamente che questa creazione verrà affrancata
dalla corruzione non per ripiombare nel nulla, ma per partecipare alla libertà
della gloria dei figli di Dio. Inoltre se è detto che «l’intera creazione
geme... anela alla manifestazione dei figli di DIO», questo significa che
nell’universo restaurato ci saranno non solo i minerali, ma anche i vegetali e
gli animali, certamente in forme migliori.
Nella sua visione del Paradiso, S. Giovanni ha visto anche delle piante, e il
Profeta Isaia scorge nel Regno glorioso del Messia anche animali mansueti.
La trasfigurazione finale dell’universo sarà fisica e morale
Basta leggere
le parole con le quali viene annunziata la fine del mondo da Gesù, da S. Pietro
e da S. Paolo, per vedere subito che la catastrofe del cosmo e la sua
restaurazione saranno realtà fisiche.
La nostra esistenza su questa terra è una lotta continua per sopravvivere e
finiamo sempre per avere la peggio e soccombere alla morte. Nello stato presente
vediamo che tante forze opposte si urtano e cozzano con tanto pericolo e danno
dei viventi. Il disordine provocato dal peccato, che attirò la maledizione di
Dio anche sulla natura inferiore, è molto evidente. Perciò la riparazione di
Gesù Redentore non potrà dirsi completa fino a quando l’uomo non sia ritornato a
vivere in un ambiente di natura amica, almeno come nel paradiso terrestre.
La Santità infinita di Dio è incompatibilmente in sofferente di ogni più piccolo
sentore di colpa di cui possa essere rimasta impregnata la creazione fisica.
Sarà dunque necessaria una ripulitura radicale che avverrà, come dice S. Pietro
(2Pt. 3,10) per mezzo del fuoco.
S. Giovanni (Ap. 12,7) parla di un enorme combattimento svoltosi nelle regioni
dei cieli tra le forze del bene e quelle del male. San Michele e Lucifero con i
rispettivi eserciti si scontrano con estremo accanimento. Naturalmente prevale
il partito di Dio. Gli spiriti malvagi debellati vengono cacciati da tutto il
cielo e buttati sulla terra. Essi sono furibondi per la sconfitta subita, perché
sanno che stanno per essere raggiunti dalla giustizia di Dio che li chiuderà
nell’inferno. Quindi non solo la terra esige di essere purificata dalla
profanazione delle colpe umane, ma anche l’universo extra-terreno dalle
infestazioni degli spiriti ribelli. San Paolo chiama appunto Satana (EF. 2,2):
Il principe che regna nella regione dell’aria».
Tutto questo perché nel disegno di Dio l’immolazione del Divino Agnello non ha
soltanto lo scopo di salvare l’uomo dall’inferno, ma anche di ricostruire
nell’intero universo il regno indisturbato di Dio, rovesciato tanto dal peccato
dell’uomo quanto da quello degli angeli ribelli.
Lo stato fisico attuale della terra e dell’universo scomparirà per sempre e
riapparirà tosto vestito a festa per la celebrazione del trionfo eterno dei
Beati.
|
RITO DELLA MESSA |
|
CANTO D'INGRESSO
Quando l’assemblea si è radunata, il sacerdote con i ministri si reca
all'altare, mentre si esegue il canto d'ingresso. Giunto all'altare, il
sacerdote con i ministri fa la debita riverenza, bacia l'altare in segno di
venerazione, poi con i ministri si reca alla sede. Se non ha luogo il
canto, l'antifona d'ingresso è letta o dal popolo o dal lettore, o dallo
stesso sacerdote dopo il saluto ai fedeli.
Nel
nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.
Oppure:
Il
Signore, che guida i nostri cuori nell’amore e nella pazienza di Cristo, sia
con tutti voi (Cf 27-S 3,5)
Il
Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la
potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. (Cf Rm 15,13)
La pace, la carità
e la fede da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con
tutti voi. (Cf Ef 6,23)
Fratelli, eletti secondo la prescienza di Dio Padre mediante la
santificazione dello Spirito per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi
del suo sangue, grazia e pace in abbondanza a tutti voi. (Cf 1Pt 1, 1-2)
Oppure:
Il
Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell'Eucaristia, ci
chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con
fiducia la misericordia di Dio.
Oppure, specialmente nelle domeniche:
Nel
giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla
morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita
nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.
Signore, mandato dal Padre a salvare i contriti di cuore, abbi pietà di noi.
Signore, pietà. Kyrie, eléison
Cristo che sei venuto a chiamare i peccatori, abbi pietà di noi.
Cristo, pietà. Christe, eléison
Signore, che intercedi per noi presso il Padre, abbi pietà di noi
KYRIE
e pace in terra
agli uomini di buona volontà.
ti adoriamo, ti
glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua gloria immensa,
Signore Dio,
Agnello di Dio, Figlio del Padre;
nella gloria di Dio
Padre.
Amen.
OMELIA
CREDO
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose
visibili e invisibili.
generato, non
creato; della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui
tutte le cose sono state create.
e procede dal Padre
e dal Figlio
e
ha parlato per mezzo dei profeti.
E’ detta anche
preghiera universale, perché in essa si prega per tutti gli uomini, nel
seguente ordine: per le necessità della Chiesa, per i governanti e per la
salvezza di tutto il mondo, per tutti quelli che si trovano in particolare
necessità, per la comunità locale. Il sacerdote invita a pregare con una
semplice monizione e conclude con un’orazione
LITURGIA EUCARISTICA
Si
esegue il canto di offertorio, mentre i fedeli presentano il pane ed il vino
ed eventualmente altre offerte per le necessità dei poveri. Il sacerdote
riceve i doni e depone sull'altare, il pane e il vino per la celebrazione
dell'Eucaristia. Tenendo leggermente innalzata la Patena con il pane, il
sacerdote dice:
dalla tua bontà
abbiamo ricevuto questo pane,
frutto della terra
e del lavoro dell'uomo;
frutto della terra, e del lavoro dell'uomo;
Oppure, una di queste altre formule:
Pregate, fratelli e
sorelle,
perché questa
nostra famiglia, radunata nel nome di Cristo,
possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente.
Pregate, fratelli e
sorelle,
perché portando
all'altare la gioia e la fatica di ogni giorno,
ci
disponiamo a offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente.
Pregate, fratelli e
sorelle,
perché il
sacrificio della Chiesa,
in questa sosta che
la rinfranca nel suo cammino verso la patria,
sia
gradito a Dio Padre onnipotente.
Il Signore riceva
dalle tue mani questo sacrificio
a
lode e gloria del suo nome,
PREGHIERA EUCARISTICA I
Padre
clementissimo,
noi ti supplichiamo
e ti chiediamo
per Gesù Cristo,
tuo Figlio e nostro Signore,
di accettare questi
doni,
di benedire queste
offerte,
questo santo e
immacolato sacrificio.
Noi te l'offriamo
anzitutto
per la tua Chiesa
santa e cattolica,
perché tu le dia
pace e la protegga,
la raccolga
nell'unità e la governi su tutta la terra,
con il tuo servo il
nostro Papa ….,
il nostro Vescovo …
e con tutti quelli
che custodiscono la fede cattolica,
trasmessa dagli Apostoli.
Ricordati, Signore,
dei tuoi fedeli.
Ricordati di tutti
i presenti,
dei quali conosci
la fede e la devozione:
per loro ti
offriamo anch'essi ti offrono
questo sacrificio
di lode,
innalzano la
preghiera a te, Dio eterno, vivo e vero,
per ottenere a sé e
ai loro cari
redenzione, sicurezza di vita e salute.
In comunione con
tutta la Chiesa,
ricordiamo e
veneriamo anzitutto
la gloriosa e
sempre vergine Maria,
Madre del nostro
Dio e Signore Gesù Cristo,
san Giuseppe, suo
sposo,
i
santi apostoli e martiri:
per i loro meriti e
le loro preghiere
donaci sempre aiuto e protezione.
DOMENICA
Si può dire in tutte
le domeniche ad esclusione di quando c'è un altro Communicantes proprio:
In
comunione con tutta la Chiesa, mentre celebriamo il giorno nel quale il
Cristo ha vinto la morte e ci ha resi partecipi della sua vita immortale,
ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre vergine Maria, Madre
del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, san Giuseppe, suo sposo, i santi
apostoli e martiri e tutti i santi; per i loro meriti e le loro preghiere,
donaci sempre aiuto e protezione.
Accetta con
benevolenza, o Signore,
l'offerta che ti
presentiamo
noi tuoi ministri e
tutta la tua famiglia:
disponi nella tua
pace i nostri giorni,
salvaci dalla
dannazione eterna,
e
accoglici nel gregge degli eletti.
Santifica, o Dio,
questa offerta
con la potenza
della tua benedizione,
e degnati di
accettarla a nostro favore,
in sacrificio
spirituale e perfetto,
perché diventi per
noi il corpo e il sangue
del tuo amatissimo
Figlio,
il
Signore nostro Gesù Cristo.
La vigilia della
sua passione,
egli prese il pane
nelle sue mani sante e venerabili,
e alzando gli occhi
al cielo a te
Dio Padre suo
onnipotente,
rese grazie con la
preghiera di benedizione,
spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e
mangiatene tutti:
questo è il mio
Corpo
offerto in
sacrificio per voi.
Dopo la cena, allo
stesso modo,
prese questo
glorioso calice
nelle sue mani
sante e venerabili,
ti rese grazie con
la preghiera di benedizione,
lo
diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e
bevetene tutti:
questo è il calice
del mio Sangue
per la nuova ed
eterna alleanza,
versato per voi e
per tutti
in
remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede.
Annunziamo la tua
morte, Signore,
proclamiamo la tua
risurrezione,
nell'attesa della tua venuta.
Oppure:
e beviamo a questo
calice
annunziamo la tua
morte, Signore,
nell'attesa della tua venuta.
Oppure:
Tu ci hai redenti
con la tua croce e la tua risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.
In questo
sacrificio, o Padre,
noi tuoi ministri e
il tuo popolo santo
celebriamo il
memoriale della beata passione,
della risurrezione
dai morti
e della gloriosa
ascensione al cielo
del Cristo tuo
Figlio e nostro Signore;
e offriamo alla tua
maestà divina,
tra i doni che ci
hai dato,
la vittima pura,
santa e immacolata,
pane santo della
vita eterna e calice dell'eterna salvezza.
Volgi sulla nostra
offerta
il tuo sguardo
sereno e benigno,
come hai voluto
accettare i doni di Abele, il giusto,
il sacrificio di
Abramo, nostro padre nella fede,
e l'oblazione pura
e santa di Melchisedech,
tuo sommo
sacerdote.
Ti supplichiamo,
Dio onnipotente:
fa' che questa
offerta, per le mani del tuo angelo santo,
sia portata
sull'altare del cielo
davanti alla tua
maestà divina,
perché su tutti noi
che partecipiamo di questo altare,
comunicando al
santo mistero del corpo e sangue del tuo Figlio,
scenda la pienezza di ogni grazia e benedizione del cielo.
Ricordati, o
Signore, dei tuoi fedeli,
che ci hanno
preceduto con il segno della fede
e dormono il sonno
della pace.
Dona loro, Signore,
e a tutti quelli che riposano in Cristo,
la
beatitudine, la luce e la pace.
Anche a noi, tuoi
ministri,
concedi, o Signore,
di
aver parte nella comunità
ammettici a godere
della loro sorte beata
non per i nostri
meriti,
ma
per la ricchezza del tuo perdono.
Per Cristo nostro
Signore
tu, o Dio, crei e
santifichi sempre,
fai
vivere, benedici e doni al mondo ogni bene.
Per
Cristo, con Cristo e in Cristo
a
te, Dio Padre onnipotente
nell'unità dello Spirito Santo
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.
PREGHIERA EUCARISTICA II
fonte di ogni
santità,
santifica questi
doni con l'effusione del tuo Spirito
e + il sangue di
Gesù Cristo nostro Signore.
prese il pane e
rese grazie,
QUESTO É IL MIO
CORPO
OFFERTO IN
SACRIFICIO PER VOI.
QUESTO É IL CALICE
DEL MIO SANGUE
IN REMISSIONE DEI
PECCATI.
proclamiamo la tua
risurrezione,
nell'attesa della tua venuta.
ti offriamo, Padre,
il pane della vita e il calice della salvezza,
e ti rendiamo
grazie per averci ammessi alla tua presenza
a compiere il
servizio sacerdotale.
per la comunione al
corpo e al sangue di Cristo
lo
Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.
Ricordati, Padre,
della tua Chiesa diffusa su tutta la terra:
rendila perfetta
nell'amore
in unione con il
nostro Papa N.,
il nostro Vescovo
N.,
e
tutto l'ordine sacerdotale.
Ricordati dei
nostri fratelli, che si sono addormentati
nella speranza
della risurrezione
e di tutti i
defunti che si affidano alla tua clemenza:
ammettili a godere
la luce del tuo volto.
donaci di aver
parte alla vita eterna,
insieme con la
beata Maria, Vergine e Madre di Dio,
con gli apostoli e
tutti i santi,
che in ogni tempo
ti furono graditi:
e in Gesù Cristo
tuo Figlio canteremo la tua gloria.
a te, Dio, Padre
onnipotente,
nell'unita dello
Spirito Santo,
ogni onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli.
PREGHIERA EUCARISTICA III Padre veramente santo,
a te la lode da
ogni creatura.
Per mezzo di Gesù
Cristo,
tuo Figlio e nostro
Signore,
nella potenza dello
Spirito Santo
fai vivere e
santifichi l'universo,
e continui a
radunare intorno a te un popolo,
che da un confine
all'altro della terra
offra al tuo nome il sacrificio perfetto.
Ora ti preghiamo
umilmente:
manda il tuo
Spirito a santificare i doni che ti offriamo,
perché diventino il
corpo e + il sangue di Gesù Cristo,
tuo Figlio e nostro
Signore,
che
ci ha comandato di celebrare questi misteri.
Nella notte in cui
fu tradito,
egli prese il pane,
ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo spezzo, lo diede
ai suoi discepoli, e disse:
QUESTO É IL MIO
CORPO
OFFERTO IN
SACRIFICIO PER VOI.
ti rese grazie con
la preghiera di benedizione,
lo diede ai suoi
discepoli, e disse:
QUESTO É IL CALICE
DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED
ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E
PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI
PECCATI.
FATE QUESTO IN
MEMORIA DI ME.
morto per la nostra
salvezza,
gloriosamente
risorto e asceso al cielo,
nell'attesa della
sua venuta ti offriamo, Padre,
in rendimento di
grazie questo sacrificio vivo e santo.
e riconosci
nell'offerta della tua Chiesa,
la vittima immolata
per la nostra redenzione;
e a noi che ci
nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio,
dona la pienezza
dello Spirito Santo
perché diventiamo, in Cristo, un solo corpo e un solo spirito.
Egli faccia di noi
un sacrificio perenne a te gradito,
perché possiamo
ottenere il regno promesso insieme con i tuoi eletti
con la beata Maria,
Vergine e Madre di Dio,
con i tuoi santi
apostoli, i gloriosi martiri,
e
tutti i santi, nostri intercessori presso di te.
Per questo
sacrificio di riconciliazione,
dona, Padre, pace e
salvezza al mondo intero.
la tua Chiesa
pellegrina sulla terra:
il tuo servo e
nostro Papa N., il nostro Vescovo N.,
il collegio
episcopale, tutto il clero e il popolo che tu hai redento.
Ascolta la
preghiera di questa famiglia,
che hai convocato
alla tua presenza.
Ricongiungi a te,
padre misericordioso,
tutti i tuoi figli ovunque dispersi.
Accogli nel tuo
regno i nostri fratelli defunti
e tutti i giusti
che, in pace con te, hanno lasciato questo mondo;
concedi anche a noi
di ritrovarci insieme
a godere per sempre
della tua gloria,
in Cristo, nostro
Signore,
per mezzo del quale
tu, o Dio, doni al mondo ogni bene.
a te, Dio Padre
onnipotente,
nell'unita dello
Spirito Santo,
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
PREGHIERA EUCARISTICA IV
Il
Signore sia con voi.
E
con il tuo spirito.
In
alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È
cosa buona e giusta.
E’
veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la
tua gloria,
Padre santo, unico Dio vivo e vero:
prima del tempo e
in eterno tu sei,
nel
tuo regno di luce infinita.
Tu
solo sei buono e fonte della vita,
e
hai dato origine all'universo,
per
effondere il tuo amore su tutte le creature
e
allietarle con gli splendori della tua luce.
Schiere
innumerevoli di angeli
stanno davanti a te
per servirti,
contemplano la
gloria del tuo volto,
e giorno e notte
cantano la tua lode.
Insieme con loro
anche noi,
fatti voce di ogni creatura, esultanti cantiamo:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I
cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
Noi
ti lodiamo, Padre santo, per la tua grandezza:
tu
hai fatto ogni cosa con sapienza e amore.
A
tua immagine hai
formato l'uomo,
alle sue mani
operose hai affidato l'universo
perché
nell'obbedienza a te, suo creatore,
esercitasse il
dominio su tutto il creato.
E quando, per la
sua disobbedienza,
l'uomo perse la tua
amicizia,
tu non l'hai
abbandonato in potere della morte,
ma nella tua
misericordia a tutti sei venuto incontro,
perché coloro che ti cercano ti possano trovare.
Molte volte hai
offerto agli uomini la tua alleanza,
e per mezzo dei
profeti
hai
insegnato a sperare nella salvezza.
Padre santo,
hai tanto amato il
mondo da mandare a noi,
nella pienezza dei tempi,
il
tuo unico Figlio come salvatore.
Egli si è fatto
uomo per opera dello Spirito Santo
ed
è nato dalla Vergine Maria;
ha condiviso in
tutto, eccetto il peccato,
la
nostra condizione umana.
Ai poveri annunziò
il vangelo di salvezza,
la libertà ai
prigionieri,
agli afflitti la gioia.
Per attuare il tuo
disegno di redenzione
si consegnò
volontariamente alla morte,
e
risorgendo distrusse la morte e rinnovò la vita.
E
perché non viviamo più per noi stessi
ma
per lui che è morto e risorto per noi,
ha
mandato, o Padre, lo Spirito Santo,
primo dono ai credenti,
a
perfezionare la sua opera nel mondo
e
compiere ogni santificazione.
Ora
ti preghiamo, Padre:
lo
Spirito Santo santifichi questi doni
perché diventino il
corpo e + il sangue
di Gesù Cristo,
nostro Signore,
nella celebrazione
di questo grande mistero,
che
ci ha lasciato in segno di eterna alleanza.
E
gli, venuta l'ora
d'essere glorificato da te, Padre santo,
avendo amato i suoi che erano nel mondo,
li amò sino alla
fine; e mentre cenava con loro,
prese il pane e
rese grazie, lo spezzò,
lo
diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e mangiatene tutti:
questo è il mio
Corpo
offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo,
prese il calice del
vino e rese grazie,
lo
diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e bevetene tutti:
questo è il calice
del mio Sangue
per la nuova ed
eterna alleanza,
versato per voi e
per tutti
in
remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede.
Annunziamo la tua
morte, Signore,
proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.
Oppure:
Ogni volta che
mangiamo di questo pane
e beviamo a questo
calice,
annunziamo la tua
morte, Signore,
nell'attesa della tua venuta.
Oppure:
Tu
ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.
In questo memoriale
della nostra redenzione
celebriamo, Padre,
la morte di Cristo,
la sua discesa agli
inferi,
proclamiamo la sua
risurrezione e ascensione al cielo,
dove siede alla tua
destra;
e, in attesa della
sua venuta nella gloria,
ti offriamo il suo
corpo e il suo sangue,
sacrificio a te gradito, per la salvezza del mondo.
Guarda con amore, o
Dio,
la
vittima che tu stesso hai preparato per la tua Chiesa;
e a tutti coloro
che mangeranno di quest'unico pane
e berranno di
quest'unico calice,
concedi che,
riuniti in un solo corpo dallo Spirito Santo,
diventino offerta viva in Cristo, a lode della tua gloria.
Ora, Padre,
ricordati di tutti quelli
per
i quali noi ti offriamo questo sacrificio:
del tuo servo e
nostro Papa N.,
del nostro Vescovo
N.,
del collegio
episcopale,
di tutto il clero,
di coloro che si
uniscono alla nostra offerta,
dei
presenti e del tuo popolo
e
di tutti gli uomini che ti cercano con cuore sincero.
Ricordati anche dei
nostri fratelli
che sono morti
nella pace del tuo Cristo,
e
di tutti i defunti, dei quali tu solo hai conosciuto la fede.
Padre
misericordioso concedi a noi, tuoi figli,
di ottenere con la
beata Maria Vergine e Madre di Dio,
con gli apostoli e
i santi, l'eredità eterna del tuo regno,
dove con tutte le
creature,
liberate dalla
corruzione del peccato e della morte,
canteremo la tua
gloria,
in Cristo nostro
Signore,
per mezzo del quale
tu, o Dio,
doni al mondo ogni bene.
Per Cristo, con
Cristo e in Cristo,
a
te, Dio Padre onnipotente,
nell'unità dello
Spirito Santo,
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
PREGHIERA EUCARISTICA V/a DIO GUIDA LA SUA CHIESA Questa preghiera eucaristica forma un tutto unico con il suo prefazio, che non si può mai cambiare. di conseguenza, non si può dire quando è prescritto un prefazio proprio. E particolarmente adatta per i formulari delle Messe «per varie necessità».
creatore del mondo e fonte della vita.
ma sei vivo e operante in mezzo a noi. Con il tuo braccio potente guidasti l’assemblea errante nel deserto; oggi accompagni la tua Chiesa, pellegrina nel mondo, con la luce e la forza del tuo Spirito, per mezzo del Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, ci guidi, nei sentieri del tempo, alla gioia perfetta del tuo regno.
Per questi immensi doni, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo senza fine l'inno della tua gloria:
Santo, Santo, Santo.
Ti glorifichiamo, Padre santo: tu ci sostieni sempre nel nostro cammino soprattutto in quest'ora in cui il Cristo, tuo Figlio, ci raduna per la santa cena. Egli, come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle Scritture e spezza il pane per noi.
Ti preghiamo, Padre onnipotente, manda il tuo Spirito su questo pane e su questo vino, perché il tuo Figlio sia presente in mezzo a noi con il suo corpo e il suo sangue.
La vigilia della sua passione, mentre cenava con loro, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo, prese il calice del vino e rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede.
Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.
Celebrando il memoriale della nostra riconciliazione, annunziamo, o Padre, l'opera del tuo amore. Con la passione e la croce hai fatto entrare nella gloria della risurrezione il Cristo, tuo Figlio, e lo hai chiamato alla tua destra, re immortale dei secoli e Signore dell'universo. Guarda, Padre santo, questa offerta: è Cristo che si dona con il suo corpo e il suo sangue, e con il suo sacrificio apre a noi il cammino verso di te. Dio, Padre di misericordia, donaci lo Spirito dell'amore, lo Spirito del tuo Figlio.
Fortifica nell'unità tutti i convocati alla tua mensa: insieme con il nostro Papa (Nome), il nostro Vescovo (Nome), i presbiteri, i diaconi e tutto il popolo cristiano. Possano irradiare nel mondo gioia e fiducia e camminare nella fede e nella speranza.
Ricordati anche dei nostri fratelli che sono morti nella pace del tuo Cristo, e di tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede: ammettili a godere la luce del tuo volto e la pienezza di vita nella risurrezione.
Concedi anche a noi, al termine di questo pellegrinaggio, di giungere alla dimora eterna, dove tu ci attendi.
In comunione con la beata Vergine Maria, con gli Apostoli e i martiri, e tutti i santi, innalziamo a te la nostra lode nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen. PREGHIERA EUCARISTICA V/b GESU’ NOSTRA VIA Questa preghiera eucaristica forma un tutto unico con il suo prefazio, che non si può mai cambiare. di conseguenza, non si . può dire quando è prescritto un prefazio Proprio. E particolarmente adatta per i formulari delle Messe «per varie necessità».
E’ veramente giusto renderti grazie, Dio grande e misericordioso, che hai creato il mondo e lo custodisci con immenso amore.
Tu vegli come Padre su tutte le creature e riunisci in una sola famiglia gli uomini creati per la gloria del tuo nome, redenti dalla croce del tuo Figlio, segnati dal sigillo dello Spirito.
Il Cristo, tua Parola vivente, è la via che ci guida a te, la verità che ci fa liberi, la vita che ci riempie di gioia.
Per mezzo di lui innalziamo a te l'inno di grazie per questi doni della tua benevolenza e con l'assemblea degli angeli e dei santi proclamiamo la tua lode:
Santo, Santo, Santo...
Ti glorifichiamo, Padre santo: tu ci sostieni sempre nel nostro cammino soprattutto in quest'ora in cui il Cristo, tuo Figlio, ci raduna per la santa cena. Egli, come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle Scritture e spezza il pane per noi.
Ti preghiamo, Padre onnipotente, manda il tuo Spirito su questo pane e su questo vino, perché il tuo Figlio sia presente in mezzo a noi con il suo corpo e il suo sangue.
La vigilia della sua passione, mentre cenava con loro, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo, prese il calice del vino e rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede.
Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.
Celebrando il memoriale della nostra riconciliazione, annunziamo, o Padre, l'opera del tuo amore. Con la passione e la croce hai fatto entrare nella gloria della risurrezione il Cristo, tuo Figlio, e lo hai chiamato alla tua destra, re immortale dei secoli e Signore dell'universo. Guarda, Padre santo, questa offerta: è Cristo che si dona con il suo corpo e il suo sangue, e con il suo sacrificio apre a noi il cammino verso di te. Dio, Padre di misericordia, donaci lo Spirito dell'amore, lo Spirito del tuo Figlio.
Fortifica il tuo popolo con il sangue del tuo figlio, e rinnovaci a sua immagine. Benedici il nostro Papa …, il nostro Vescovo… e tutto il nostro popolo. Tutti i membri della chiesa sappiano riconoscere i segni dei tempi e si impegnino con coerenza al servizio del vangelo.
Rendici aperti e disponibili verso i fratelli che incontriamo nel nostro cammino, perché possiamo condividere i dolori e le angosce, le gioie e le speranze e progredire insieme sulla via della salvezza.
Ricordati anche dei nostri fratelli che sono morti nella pace del tuo Cristo, e di tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede: ammettili a godere la luce del tuo volto e la pienezza di vita nella risurrezione.
Concedi anche a noi, al termine di questo pellegrinaggio, di giungere alla dimora eterna, dove tu ci attendi.
In comunione con la beata Vergine Maria, con gli Apostoli e i martiri, e tutti i santi, innalziamo a te la nostra lode nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
Amen. PREGHIERA EUCARISTICA V/c GESU’ MODELLO DI AMORE Questa preghiera eucaristica forma un tutto unico con il suo prefazio, che non si può mai cambiare: di conseguenza, non si può dire quando è prescritto un prefazio proprio. E particolarmente adatta per i formulari delle Messe «per varie necessità».
E’ veramente giusto renderti grazie, Padre misericordioso: tu ci hai donato il tuo Figlio, Gesù Cristo, nostro fratello e redentore.
In
lui ci hai manifestato il tuo amore
Per questi segni della tua benevolenza
noi
ti lodiamo e ti benediciamo,
Santo, Santo, Santo...
Ti glorifichiamo, Padre santo: tu ci sostieni sempre nel nostro cammino soprattutto in quest'ora in cui il Cristo, tuo Figlio, ci raduna per la santa cena. Egli, come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle Scritture e spezza il pane per noi.
Ti preghiamo, Padre onnipotente, manda il tuo Spirito su questo pane e su questo vino, perché il tuo Figlio sia presente in mezzo a noi con il suo corpo e il suo sangue.
La vigilia della sua passione, mentre cenava con loro, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo, prese il calice del vino e rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede.
Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.
Celebrando il memoriale della nostra riconciliazione, annunziamo, o Padre, l'opera del tuo amore. Con la passione e la croce hai fatto entrare nella gloria della risurrezione il Cristo, tuo Figlio, e lo hai chiamato alla tua destra, re immortale dei secoli e Signore dell'universo. Guarda, Padre santo, questa offerta: è Cristo che si dona con il suo corpo e il suo sangue, e con il suo sacrificio apre a noi il cammino verso di te. Dio, Padre di misericordia, donaci lo Spirito dell'amore, lo Spirito del tuo Figlio.
Fortifica il tuo popolo con il pane della vita e il calice della salvezza, rendici perfetti nella fede e nell’amore in comunione con il Papa … e il nostro Vescovo …..
Donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli, infondi in noi la luce della tua parola per confortare gli affaticati e gli oppressi: fa' che ci impegniamo lealmente al servizio dei poveri e dei sofferenti. La Tua chiesa sia testimone viva di verità e di libertà, di giustizia e di pace, perché tutti gli uomini si aprano alla speranza di un mondo nuovo.
Ricordati anche dei nostri fratelli che sono morti nella pace del tuo Cristo, e di tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede: ammettili a godere la luce del tuo volto e la pienezza di vita nella risurrezione.
Concedi anche a noi, al termine di questo pellegrinaggio, di giungere alla dimora eterna, dove tu ci attendi.
In comunione con la beata Vergine Maria, con gli Apostoli e i martiri, e tutti i santi, innalziamo a te la nostra lode nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.
PREGHIERA EUCARISTICA V/d LA CHIESA IN CAMMINO VERSO L'UNITA’ Questa preghiera eucaristica forma un tutto unico con il suo prefazio, che non si può mai cambiare: di conseguenza, non si può dire quando è prescritto un prefazio proprio. E’ particolarmente adatta per i formulari delle Messe per varie necessità .
E’ veramente giusto renderti grazie,
e
innalzare a te,
Per
mezzo del tuo Figlio,
Per
questo mistero di salvezza
Santo, Santo, Santo...
Ti glorifichiamo, Padre santo: tu ci sostieni sempre nel nostro cammino soprattutto in quest'ora in cui il Cristo, tuo Figlio, ci raduna per la santa cena. Egli, come ai discepoli di Emmaus, ci svela il senso delle Scritture e spezza il pane per noi.
Ti preghiamo, Padre onnipotente, manda il tuo Spirito su questo pane e su questo vino, perché il tuo Figlio sia presente in mezzo a noi con il suo corpo e il suo sangue.
La vigilia della sua passione, mentre cenava con loro, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo, prese il calice del vino e rese grazie con la preghiera di benedizione, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede.
Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.
Celebrando il memoriale della nostra riconciliazione, annunziamo, o Padre, l'opera del tuo amore. Con la passione e la croce hai fatto entrare nella gloria della risurrezione il Cristo, tuo Figlio, e lo hai chiamato alla tua destra, re immortale dei secoli e Signore dell'universo. Guarda, Padre santo, questa offerta: è Cristo che si dona con il suo corpo e il suo sangue, e con il suo sacrificio apre a noi il cammino verso di te. Dio, Padre di misericordia, donaci lo Spirito dell'amore, lo Spirito del tuo Figlio.
Fa' che la Chiesa … si rinnovi nella luce del Vangelo. Rafforza il vincolo dell'unità fra i laici e i presbiteri, fra i presbiteri e il nostro Vescovo … fra i Vescovi e il nostro Papa …; in un mondo lacerato da discordie la tua Chiesa risplenda segno profetico di unità e di pace.
Ricordati anche dei nostri fratelli che sono morti nella pace del tuo Cristo, e di tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede: ammettili a godere la luce del tuo volto e la pienezza di vita nella risurrezione.
Concedi anche a noi, al termine di questo pellegrinaggio, di giungere alla dimora eterna, dove tu ci attendi.
In comunione con la beata Vergine Maria, con gli Apostoli e i martiri, e tutti i santi, innalziamo a te la nostra lode nel Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
Amen. PREGHIERA EUCARISTICA DELLA RICONCILIAZIONE I La riconciliazione come ritorno al Padre
Le Preghiere eucaristiche della riconciliazione pongono in luce i temi dell’azione di Dio per la conversione e il rinnovamento dell’uomo. Ciascuna delle due forma un tutt’unico, per cui non si possono dire quando è prescritto il prefazio proprio.
È veramente giusto renderti grazie,
Padre santo, Dio di bontà infinita. Tu continui a chiamare i peccatori a rinnovarsi nel tuo Spirito e manifesti la tua onnipotenza soprattutto nella grazia del perdono. Molte volte gli uomini hanno infranto la tua alleanza, e tu invece di abbandonarli hai stretto con loro un vincolo nuovo per mezzo di Gesù, tuo Figlio e nostro redentore: un vincolo così saldo che nulla potrà mai spezzare. Anche a noi offri un tempo di riconciliazione e di pace, perché affidandoci unicamente alla tua misericordia ritroviamo la via del ritorno a te, e aprendoci all’azione dello Spirito Santo viviamo in Cristo la vita nuova,
nella lode perenne del tuo nome e nel servizio dei fratelli. Per questo mistero della tua benevolenza, nello stupore e nella gioia della salvezza ritrovata, ci uniamo all’immenso coro degli angeli e dei santi
per cantare la tua gloria: Santo, Santo, Santo...
Padre veramente santo, fin dall’origine del mondo tu ci fai partecipi del tuo disegno di amore, per renderci santi come tu sei santo.
Guarda il popolo riunito intorno a tee manda il tuo Spirito, perché i doni che ti offriamo diventino il corpo + e il sangue del tuo amatissimo Figlio, Gesù Cristo, nel quale anche noi siamo tuoi figli.
e incapaci di accostarci a te, ma tu ci hai dato la prova suprema della tua misericordia, quando il tuo Figlio, il solo giusto, si è consegnato nelle nostre mani e si è lasciato inchiodare sulla croce. Prima di stendere le braccia fra il cielo e la terra, in segno di perenne alleanza,
egli volle celebrare la Pasqua con i suoi discepoli. Mentre cenava, prese il pane e rese grazie con la preghiera di benedizione, lo spezzò, lo diede loro, e disse:
Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.
Dopo la cena, allo stesso modo, sapendo che avrebbe riconciliato tutto in sé nel sangue sparso sulla croce, prese il calice del vino e di nuovo rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede.
Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.
Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, nostra Pasqua e nostra sicura pace, nell’attesa del giorno beato della sua venuta alla fine dei tempi, offriamo a te, Dio vero e fedele, questo sacrificio che riconcilia nel tuo amore l’umanità intera.
che ricongiungi a te nell’unico sacrificio del tuo Cristo, e donaci la forza dello Spirito Santo, perché vinta ogni divisione e discordia siamo riuniti in un solo corpo.
Custodisci tutti noi in comunione di fede e di amore
con il nostro Papa N. Aiutaci a costruire insieme il tuo regno fino al giorno in cui verremo davanti a te nella tua casa, santi tra i santi, con la beata Vergine Maria, gli Apostoli, [san N. santo del giorno o patrono], e i nostri fratelli defunti che raccomandiamo alla tua misericordia. Allora nella creazione nuova, finalmente liberata dalla corruzione della morte, canteremo l’inno di ringraziamento che sale a te dal tuo Cristo vivente in eterno.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
Amen. PREGHIERA EUCARISTICADELLA RICONCILIAZIONE II La riconciliazione con Dio fondamento di umana concordia
È veramente giusto ringraziarti e glorificarti, Dio onnipotente ed eterno, per la mirabile opera della redenzione
in Cristo nostro salvatore. Riconosciamo il tuo amore di Padre quando pieghi la durezza dell’uomo, e in un mondo lacerato da lotte e discordie lo rendi disponibile alla riconciliazione. Con la forza dello Spirito tu agisci nell’intimo dei cuori, perché i nemici si aprano al dialogo, gli avversari si stringano la mano e i popoli si incontrino nella concordia. Per tuo dono, o Padre, la ricerca sincera della pace estingue le contese, l’amore vince l’odio
e la vendetta è disarmata dal perdono. E noi, uniti agli angeli, cantori della tua gloria, innalziamo con gioia l’inno di benedizione e di lode:
Santo, Santo, Santo...
Noi ti benediciamo, Dio onnipotente, Signore del cielo e della terra, per Gesù Cristo tuo Figlio venuto nel tuo nome: egli è la mano che tendi ai peccatori,
la parola che ci salva, Tutti ci siamo allontanati da te, ma tu stesso, o Dio nostro Padre, ti sei fatto vicino ad ogni uomo; con il sacrificio del tuo Cristo,
consegnato alla morte per noi, perché anche noi ci doniamo ai nostri fratelli. Per questo mistero di riconciliazione ti preghiamo di santificare con l’effusione dello Spirito Santo questi doni che la Chiesa ti offre, obbediente al comando + del tuo Figlio.
Egli, venuta l’ora di dare la vita per la nostra liberazione, mentre cenava, prese il pane nelle sue mani, ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi.
Allo stesso modo, in quell’ultima sera, egli prese il calice magnificando la tua misericordia, lo diede ai suoi discepoli e disse:
Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.
Mistero della fede.
Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta.
Oppure: Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: salvaci, o Salvatore del mondo.
Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, noi ti offriamo, o Padre, il sacrificio di riconciliazione, che egli ci ha lasciato come pegno del suo amore e che tu stesso hai posto nelle nostre mani.
insieme con l’offerta del tuo Cristo, e nella partecipazione a questo convito eucaristico donaci il tuo Spirito, perché sia tolto ogni ostacolo sulla via della concordia, e la Chiesa risplenda in mezzo agli uomini come segno di unità e strumento della tua pace.
Lo Spirito, che è vincolo di carità, ci custodisca in comunione
con il nostro Papa N.,
il collegio episcopale,
e tutto il popolo cristiano. Accogli nel tuo regno i nostri fratelli, che si sono addormentati nel Signore,
e tutti i defunti dei quali tu solo hai conosciuto la fede. Tu che ci hai convocati intorno alla tua mensa, raccogli in unità perfetta gli uomini di ogni stirpe e di ogni lingua, insieme con la Vergine Maria, con gli Apostoli e tutti i santi nel convito della Gerusalemme nuova, per godere in eterno la pienezza della pace.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen.
sia
santificato il tuo nome,
come in cielo così in terra.
e
rimetti a noi i nostri debiti concedi la pace ai nostri giorni; e con l'aiuto della tua misericordia, vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell'attesa che si compia la beata speranza,
e
venga il nostro Salvatore Gesù Cristo. Tuo é il regno, tua la potenza
e
la gloria nei secoli. "Vi lascio la pace, vi do la mia pace", non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unita e pace secondo la tua volontà.
Tu
che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi. Il sacerdote dice: Signore Gesù Cristo, figlio di Dio vivo, che per volontà del Padre e con l’opera dello Spirito Santo morendo hai dato la vita al mondo, per il Santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, liberami da ogni colpa e da ogni male, fa che sia sempre fedele alla tua legge e non sia mai separato da Te.
Oppure: La Comunione del Tuo Corpo ed il Tuo Sangue, Signore Gesù Cristo, non diventi per me giudizio di condanna, ma per tua misericordia, sia rimedio di difesa dell’anima e del corpo.
Quindi prosegue mostrando l'ostia consacrata:
Beati gli invitati alla Cena del Signore.
O
Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una
parola e io sarò salvato. - La gioia del Signore sia la nostra forza. Andate in pace. - Glorificate il Signore con la vostra vita. Andate in pace. - Nel nome del Signore, andate in pace.
Nelle domeniche di Pasqua: - Andate e portate a tutti la gioia del Signore risorto.
Rendiamo grazie a Dio. |
INTRODUZIONE ALLA LITURGIA DELLE ORE
|
Queste brevi note sono indicazioni pratiche indirizzate ai laici che vogliono iniziare a celebrare la Liturgia delle Ore individualmente. Per il significato, l’importanza e la spiritualità della liturgia si rimanda il lettore a quanto è scritto nel libro o nei libri che si utilizzeranno per la preghiera e a un colloquio con un sacerdote. Desidero comunque qui sottolineare che la Liturgia delle Ore è per il cattolico la preghiera più importante dopo la Santa Messa, come è scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica. 1 IntroduzioneLa “Liturgia delle Ore” è la preghiera ufficiale della Chiesa Cattolica, per la quale essa è partecipazione sacramentale alla preghiera personale di Gesù Cristo: Egli continua, incessantemente, quale supremo e perfetto Sacerdote, a pregare e lodare il Padre nella preghiera della Chiesa. Il contenuto della Liturgia delle Ore è basato soprattutto sui salmi e sulla lettura della Parola di Dio: Antico e Nuovo Testamento, Lettere cattoliche e altri scritti. La Liturgia delle Ore si articola in varie ore canoniche. Le due ore principali sono: · le Lodi Mattutine, che si celebrano all'inizio della giornata; · i Vespri, che si celebrano alla sera, solitamente all'imbrunire o prima di cena. La Liturgia delle Ore comprende anche altre ore minori: · l'Ufficio delle Letture, che non è legato ad un'ora prestabilita ma può essere celebrato in qualunque ora della giornata; · l'Ora Media (Terza, Sesta e Nona che corrispondono alle 9, alle 12 ed alle 15); · la Compieta (prima di andare a dormire). La successione temporale delle ore nel corso della giornata è: · Lodi Mattutine, · Ora Media – terza, · Ora Media – sesta, · Ora media – nona, · Vespri, · Compieta. Le letture possono invece essere celebrate come si desidera. Spesso si celebrano al mattino prima delle Lodi che seguono immediatamente dopo. Un altro momento adatto potrebbe essere prima della Compieta. Tutte le ore (tranne la Compieta) sono basate sul salterio, che è uno schema di quattro settimane che raccoglie i 150 Salmi presenti nell’Antico Testamento, in maniera tale che nel corso del mese si possano recitare tutti (o quasi). Lo schema della Compieta è invece di una sola settimana. Un laico può scegliere le ore della Liturgia che desidera celebrare. È sommamente consigliabile celebrare almeno le Lodi ed i Vespri che sono le due ore principali. Normalmente si celebra una sola ora media (solitamente solo i religiosi celebrano tutte e tre le ore medie). Per i laici l’orario non è rigido, ma può essere adattato entro limiti ragionevoli ai propri ritmi. 2 Anno Liturgico2.1 IntroduzioneLa Liturgia delle Ore si basa sull’anno liturgico cattolico, che è il ciclo temporale in cui la Chiesa Cattolica celebra nel corso di un anno la storia della salvezza, dalla nascita di nostro Signore Gesù Cristo, continuando con la sua morte e resurrezione fino al dono dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste. Il tutto si sviluppa nell’arco di un anno. Le varie ore sono composte da diverse parti che si scelgono in base al giorno dell’anno liturgico in cui ci si trova. In queste note parliamo dell’anno liturgico previsto dal rito romano che è quello più diffuso nella Chiesa Cattolica. Esso è suddiviso nei periodi illustrati nella figura seguente.
Diagramma dell’anno liturgico 2.2 I giorni dell’Anno LiturgicoI giorni che compongono l’anno liturgico possono essere: · Domeniche e Solennità, celebrazioni dei misteri della vita di Cristo e dei santi che hanno maggiore importanza liturgica. Hanno la peculiarità di avere i primi vespri (che si celebrano la sera prima) ed i secondi vespri (che si celebrano la sera del giorno medesimo), quindi il sabato ed i giorni prima delle solennità non hanno i vespri; · Feste, celebrazioni dei misteri della vita di Cristo o dei santi che hanno importanza liturgica media; · Memorie, celebrazioni dei santi che hanno minore importanza liturgica. · Memorie facoltative, celebrazioni facoltative dei santi che hanno minore importanza liturgica. · Ferie, giorni liturgici nei quali non si celebra nessun mistero della vita di Cristo e nessun santo. 2.3 Pasqua, Quaresima e PentecosteIl fulcro dell’anno liturgico è costituito dal Triduo Pasquale della passione, morte e risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo. Alle celebrazioni della Pasqua viene premesso un periodo di preparazione e penitenza, denominato Quaresima, che inizia il Mercoledì delle Ceneri e dura 40 giorni. Dopo la Quaresima inizia la Settimana Santa che comincia con la Domenica delle Palme e della Passione del Signore e termina col Triduo Pasquale composto dal Venerdì Santo, dal Sabato Santo e dalla Domenica di Resurrezione, che è appunto la Pasqua. Per informazione del lettore la Pasqua viene celebrata la domenica successiva al primo plenilunio che segue l’equinozio di primavera (21 marzo). Dopo la Pasqua inizia un periodo di 7 settimane, chiamato Tempo Pasquale , che inizia con l’ottava di Pasqua (gli otto giorni compresi fra la Domenica di Pasqua e la successiva domenica) e si conclude con la Domenica di Pentecoste, celebrazione della discesa dello Spirito Santo sulla Madonna e gli apostoli riuniti nel cenacolo. Per brevità nel seguito chiameremo questo periodo ‘Tempo di Pasqua’. 2.4 Natale, Avvento ed EpifaniaAltro polo importante è la festa del Natale, preparata anch’essa da un periodo in cui rivivere l’attesa di Cristo Signore e prepararsi per il suo ritorno glorioso o parusia (Avvento). L’Avvento non ha una durata fissa in quanto l’inizio coincide la quarta domenica antecedente il giorno di Natale (I domenica di Avvento, che è la prima domenica successiva al 26 novembre). Dopo il Natale inizia un periodo chiamato Tempo di Natale, che inizia con l’ottava di Natale (periodo di otto giorni a partire dal Natale) e si conclude con la Domenica dopo il 6 gennaio (Solennità dell’Epifania) con la festa del Battesimo di Gesù. Per brevità nel seguito chiameremo tutto questo periodo ‘Tempo di Natale’. 2.5 Le altre festività più importantiOltre alle festività già illustrate nei due paragrafi precedenti, nell’Anno liturgico hanno poi spazio le varie altre celebrazioni. Tra le più importanti si possono considerare le seguenti festività, a cui vanno aggiunte le memorie dei santi: · 1 gennaio – Maria Santissima Madre di Dio (solennità); · 2 febbraio – Presentazione di Gesù al Tempio (festa), chiamata anche Candelora perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi; · Giovedì della VI settimana di Pasqua – Ascensione di Gesù (in Italia si festeggia la domenica successiva) (solennità); · Giovedì dopo la domenica dopo Pentecoste – Corpus Domini (in Italia si festeggia la domenica successiva) (solennità), istituita per celebrare la reale presenza di Cristo nell’Eucaristia in seguito al miracolo di Bolsena; · 29 giugno – Santi Pietro e Paolo (solennità); · 15 agosto – Assunzione al cielo di Maria (solennità); · 1 novembre – Tutti i Santi o Ognissanti (solennità); · 2 novembre – Commemorazione dei Defunti; · 8 dicembre – Immacolata Concezione di Maria (solennità). 2.6 Tempo OrdinarioIl periodo rimanente è detto Tempo Ordinario ed è costituito da 33 o 34 domeniche. L’ultima domenica (quella precedente all’Avvento) ricorre la solennità di Cristo Re dell’Universo. A differenza dell’anno civile, l’Anno Liturgico inizia con la I domenica d’Avvento e termina con il sabato della trentaquattresima settimana del tempo ordinario. 2.7 Le lettere degli anniGli anni liturgici hanno un ciclo triennale contraddistinto da una lettera: A, B o C. La sua indicazione è necessaria per scegliere alcuni parti dell’ora che si celebra. Per informazione del lettore la lettera corrisponde all’evangelista di cui nell’anno prevalentemente si legge il Vangelo nella Santa Messa: A corrisponde a Matteo, B a Marco e C a Luca. In tutti gli anni alla lettura del Vangelo prevalente si unisce quella di alcuni brani del Vangelo di Giovanni. 3 Struttura delle Ore3.1 Sommario3.1.1 InizioLa prima ora che si recita nella giornata è preceduta dalla recita del salmo invitatorio. Ogni ora seguente si apre con un versetto a cui segue il Gloria al Padre. La Compieta a questo punto prevede l’esame di coscienza. 3.1.2 InnoViene poi un inno, tratto dalle composizioni poetiche di origine ecclesiale. 3.1.3 SalmodiaSi continua quindi con la recita della Salmodia, che è composta da salmi (o parti di essi) e cantici. Nelle ore maggiori i salmi sono scelti in maniera che si adattino al corrispondente momento della giornata. In base all’ora, la salmodia è così composta: · Nelle Lodi Mattutine si inizia con un salmo, seguito da un cantico dell'Antico Testamento, e poi da un altro salmo; · Nei Vespri si inizia con due salmi mentre al terzo posto c'è un cantico del Nuovo Testamento; · Nell'Ufficio delle Letture si recitano tre salmi o parti di essi; · Nell'Ora Media al primo posto c'è distribuita su più giorni una sezione alfabetica del Salmo 118, seguono poi altri due salmi o parti di essi. · Nella Compieta c'è un solo salmo (due nello schema dei primi vespri della Domenica e in quello del mercoledì). 3.1.4 LettureAi Salmi segue una lettura biblica breve (nella maggioranza delle ore) o due letture lunghe (nell'Ufficio delle Letture) con i loro responsori. 3.1.5 CanticiNelle ore maggiori (lodi e vespri) e nella Compieta appare poi un cantico tratto dal Vangelo di Luca: · il Benedictus o Cantico di Zaccaria nelle Lodi; · il Magnificat o Cantico della Beata Vergine Maria nei Vespri; · il Nunc Dimittis o Cantico di Simeone nella Compieta. 3.1.6 Invocazioni e IntercessioniLe Lodi proseguono con un gruppo di invocazioni, e i Vespri con le corrispondenti intercessioni, a cui fa seguito il Padre nostro. 3.1.7 ConclusioneTutte le ore terminano con l'orazione finale seguita da una benedizione o invocazione diversa a seconda dell’ora che si celebra. La Compieta prevede dopo l’invocazione la recita di un’Antifona alla Beata Vergine Maria. 3.1.8 Recita dei salmi e canticiSi ricordi che ogni salmo, parte di salmo e cantico è introdotto da un'antifona che ha la funzione di orientare la preghiera al contenuto del salmo. Alla fine si recita il Gloria al Padre e si ripete l'antifona. Il Gloria al Padre viene recitato per ricordare la finalità trinitaria della preghiera. 3.1.9 L’orazione finaleL’orazione cambia a seconda delle ore solo per le ferie, per tutti gli altri casi (domeniche, solennità, feste e memorie) si recita sempre la stessa. 3.2 Dettaglio3.2.1 Inizio delle oreLa prima ora che si recita nella giornata, sia essa l'Ufficio delle Letture o le Lodi Mattutine, viene iniziata facendosi il segno della Croce col pollice sulle labbra e recitando il versetto: “Signore, apri le mie labbra - E la mia bocca proclami la tua lode” (tratto dal salmo 50). Segue la recita del salmo invitatorio con la sua antifona che si ripete alla fine dopo aver recitato il Gloria al Padre. Le ore seguenti alla prima si iniziano facendosi il segno della Croce e recitando il versetto: "O Dio, vieni a salvarmi" - "Signore, vieni presto in mio aiuto" (tratto dal salmo 69), a cui segue il Gloria al Padre. 3.2.2 Svolgimento delle oreDopo l’inizio illustrato, le ore si celebrano secondo lo specchietto seguente, dove in ogni colonna è riportata un’ora e per ogni riga le varie parti dell’ufficio.
Come abbiamo già detto, le varie parti di ogni singola ora si scelgono a seconda del giorno dell’Anno Liturgico secondo le modalità che saranno spiegate dopo. Si ricordi di farsi il segno della croce quando si inizia la recita dei cantici tratti dal Vangelo di Luca durante le Lodi, i Vespri e la Compieta. 3.2.3 Conclusione delle oreLe Lodi e i Vespri si concludono con l’invocazione: “Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna – Amen”. Le Letture e l’Ora Media si concludono con la benedizione “Benediciamo il Signore – Rendiamo grazie a Dio - Amen”. La Compieta si conclude con l’invocazione “Il Signore ci conceda una notte serena ed un riposo tranquillo – Amen”. All’invocazione segue una delle Antifone della beata Vergine Maria, che si possono scegliere tra un gruppo che comprende tra le altre l’Ave Maria ed il Salve Regina. 4 La struttura dei libri della Liturgia delle Ore4.1 GeneralitàÈ possibile utilizzare diversi libri per celebrare la Liturgia delle Ore. La loro struttura però è uguale. Le differenze riguardano principalmente la presenza o assenza delle memorie dei santi e delle letture. Diamo qui di seguito l’elenco dei vari capitoli con un cenno sul loro contenuto. 4.2 Proprio del TempoIl Proprio del Tempo contiene la parte della liturgia che è relativa ad un determinato giorno di un determinato tempo; per esempio: mercoledì della seconda settimana del tempo ordinario, venerdì della prima settimana di Avvento, e così via. La sua composizione cambia a seconda che si sia nei tempi di Natale e Pasqua o in quello ordinario, come illustreremo nei due successivi paragrafi. 4.2.1 Tempi di Natale e PasquaLa prima parte del Proprio del Tempo è in questo caso l’innario, che contiene l’antifona all’invitatorio, gli inni delle letture e delle due ore maggiori da utilizzare per tutte le ferie e le domeniche. L’innario è diviso in varie parti. Per il tempo di Natale le parti sono: · fino al 16 dicembre, · dal 16 dicembre fino al 24 dicembre, · dal 24 dicembre all’Epifania. · Dall’Epifania fino alla domenica successiva ‘Battesimo di Nostro Signore Gesù Cristo’ Per il tempo di Pasqua le parti sono: · fino alla Domenica delle Palme · Settimana Santa · Da Pasqua all’Ascensione · Dall’Ascensione alla Pentecoste Si porga attenzione al fatto che ogni parte dell’innario non si adotta per i vespri del giorno in cui terminano, per quest’ultimi si usa l’innario seguente; per esempio: per i vespri del 24 dicembre si usa l’innario che va dal 24 dicembre fino all’Epifania, e non quello che va dal 16 al 24 dicembre. Dopo l’innario il Proprio del Tempo continua con: · il versetto e le due letture lunghe delle Letture con i relativi responsori finali · tutto ciò che segue la salmodia delle Lodi · l’antifona della salmodia e quello che ad essa segue per l’ora media · tutto ciò che segue la salmodia dei Vespri. 4.2.2 Tempo OrdinarioIl Proprio del Tempo del tempo ordinario non ha l’innario e contiene solo le due letture lunghe delle Letture sempre coi relativi responsori finali. Per le domeniche sono anche presenti: · Le antifone al Magnificat per tutti e tre gli anni (A, B o C) e l’orazione dei primi e secondi Vespri; · Le antifone al Benedictus per tutti e tre gli anni (A, B o C) e l’orazione delle Lodi che si utilizza anche per le letture e l’ora media. 4.3 OrdinarioL’ordinario illustra, come abbiamo sintetizzato in queste note, come comporre le varie ore e deve essere utilizzato in caso di dubbi. Contiene tra l’altro: · gli inni delle ore medie, · le antifone alla Beata Vergine Maria da utilizzare nella Compieta. 4.4 SalterioIl Salterio è differente a seconda che si sia nei tempi di Natale e Pasqua o in quello ordinario. Nel primo caso contiene esclusivamente la salmodia, nel secondo anche: · l’inno e il versetto delle letture, · tutte le Lodi, · tutta quello che segue l’inno dell’ora media, · tutti i vespri. Se confrontate il contenuto del Salterio e quello del Proprio del Tempo, vedrete che assieme all’ordinario, contengono tutto ciò che serve per celebrare tutte le ore tranne la Compieta, per la quale c’è un capitolo a parte. 4.5 Salmodia ComplementareQuesto capitolo contiene i salmi da utilizzare nel caso si vogliano celebrare tutte e tre le ore medie; in queste note, visto che sono indirizzate ai laici, non parleremo di come utilizzare questa sezione. 4.6 CompietaQuesta parte contiene tutta la Compieta (tranne le antifone alla Beata Vergine che sono, come abbiamo visto, nell’Ordinario). La Compieta ha un ciclo settimanale così organizzato: · Compieta dei primi vespri della domenica e delle solennità, · Compieta dei secondi vespri della domenica e delle solennità, · Compieta dal lunedì al venerdì. 4.7 Proprio dei SantiIl Proprio dei Santi contiene le parti delle ore che vanno utilizzate per la celebrazione dei santi nella data di ricorrenza; per esempio: il 17 gennaio è Sant’Antonio Abate e nel Proprio dei Santi ci sono alcune parti delle ore per questa memoria. Queste parti sostituiscono quelle presenti nel proprio del tempo e nel salterio. 4.8 ComuniI Comuni contengono altre parti delle ore da utilizzare in caso che si celebrino solennità, feste e memorie. I comuni sono i seguenti (non tutti sono utilizzati dai laici nella recita individuale): · dedicazione di una chiesa; · beata Vergine Maria, che include la memoria facoltativa di Santa Maria in Sabato; · apostoli; · più martiri; · un martire; · pastori e dottori della chiesa; · vergini; · santi; · sante; · santi religiosi; · santi della carità; · santi educatori; · ufficio dei defunti.
Nei sabati del tempo ordinario, nei quali sono permesse le memorie facoltative, si può celebrare, con le stesse norme, la memoria facoltativa di Santa Maria in Sabato. 4.9 VolantiniOgni libro della Liturgia ha due volantini dove sono riportate alcune preghiere che si utilizzano frequentemente. Il primo contiene: · come si iniziano le ore ed il salmo invitatorio, · il Benedictus, · il Magnificat, · come si concludono le ore.
Il secondo contiene: · i salmi della domenica della prima settimana del salterio che vengono utilizzati anche in altre occasioni, tipicamente le solennità; · il Te Deum. 5 La celebrazione5.1 PremessaNei successivi paragrafi diremo come scegliere le varie parti di ogni ora. Dopo la preparazione del libro o dei libri che viene illustrata al paragrafo seguente, ci saranno gli schemi delle varie ore dipendenti sia dal tempo in cui ci si trova, che dal tipo di giorno. Per ogni ora lo schema dice da quale capitolo del libro prendere la parte dell’ora in base al tipo di giorno: Solennità o domenica, festa, memoria, memoria facoltativa e feria. 5.2 Preparazione del libro o dei libri5.2.1 IntroduzioneQuando si inizia a celebrare la Liturgia e quando si cambia libro (nel caso si utilizzino quattro libri) occorre prepararsi disponendo gli appositi segnalibri alle pagine adatte. In genere è sempre bene preparare il libro prima dei vespri (così da scegliere correttamente i vespri e la Compieta nel caso in cui il giorno dopo sia una solennità). Inoltre se si ha un dubbio si fa in tempo a chiedere a persona degna di fiducia. 5.2.2 Il Calendario LiturgicoIl Calendario Liturgico è un libricino che va utilizzato assieme al libro scelto per la Liturgia. È indispensabile perché, in base alla data del giorno, da esso si può sapere: · la lettera dell’anno liturgico in cui ci si trova, A, B o C; · il tempo in cui ci troviamo, Ordinario, Natale o Pasqua; · la settimana del tempo corrente; · la settimana del salterio in cui ci troviamo; · il tipo di giorno: Solennità, Festa, Memoria, Memoria facoltativa, feria.
Tranne il tipo di giorno, le altre informazioni sono sempre riportate nella domenica precedente al giorno in cui ci troviamo. Inoltre il calendario, che viene edito anno per anno, risolve anche le sovrapposizioni che si possono verificare tra domeniche, memorie, feste e solennità (si veda il successivo paragrafo ‘Occorrenza e concorrenza delle celebrazioni’). 5.2.3 DettagliUtilizzando il calendario liturgico, si individuino le informazioni necessarie come illustrato nel paragrafo precedente. Poi si mettano i segnalibri per: · Innario, al periodo corrente (se siamo nei tempi di Natale o di Pasqua) o a quello seguente (se si è nel tempo ordinario); · Proprio del Tempo, al giorno corrente del tempo corrente; · Salterio, al giorno corrente della settimana corrente; · Compieta, al giorno della settimana corrente; · Proprio dei Santi, alla prossima data rispetto ad oggi; · Comuni, alla parte del comune indicata alla pagina appena scelta del proprio dei santi. 5.2.4 La celebrazione delle Feste e Memorie durante la Quaresima e l’Ottava di PasquaDurante la Quaresima e l’Ottava di Pasqua le memorie e le memorie facoltative normalmente non si celebrano, tranne nel caso in cui il santo sia importante localmente o per una particolare comunità. Infatti in questo caso alcune memorie sono indicate con la dicitura ‘per la commemorazione’, che vuol dire appunto che vanno celebrate solo in casi particolari. Specialmente durante la Quaresima, è sempre bene chiedere a persona esperta sulla composizione delle varie ore dell’ufficio. Normalmente durante la Quaresima si celebra le Solennità dell’Annunciazione del Signore che ricorre il il 25 marzo e di San Giuseppe che ricorre il 19 febbraio. 5.2.5 L’Orazione finaleA volte l’orazione finale si troverà sempre alla fine dell’ufficio. Se manca si usa quella del Proprio o delle Lodi Mattutine: si faccia attenzione a non distrarsi ed a terminare sempre l’ora con l’orazione adatta. 5.2.6 AvvertenzeDopo la preparazione del libro, si inizi a pregare, anche se si trovano delle difficoltà nel capire come comporre l’ufficio. Le difficoltà maggiori si incontreranno nelle memorie, mentre per le solennità, feste e ferie le cose sono abbastanza semplici. Comunque il più delle volte basta leggere le istruzioni ed i rimandi che sono presenti nel libro stesso. Si abbia anche la buona abitudine di guardare prima dei vespri il calendario liturgico per vedere come comportarsi per i vespri e la giornata seguente, avendo così anche il tempo di potersi consultare con una persona più esperta in caso di dubbio.
Gli schemi seguenti sono indicativi, a volte
troverete nel libro stesso i giusti rimandi, che ovviamente sono da seguire. 5.3 Tempo di Pasqua e Natale5.3.1 Invitatorio
5.3.2 Letture
|