Il Sacramento dell’ Eucaristia

                                                                                                                                              (Gv 6, 51-58)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Quando Gesu’ istituisce l’eucaristia e  presenta ai suoi discepoli il suo corpo ed il suo sangue,si riferisce a una proprieta’ caratteristica della Religione giudaica:Dio si e’ rivelato come Dio dell’alleanza .

Ha voluto abbassarsi a livello del popolo giudaico,entrando in dialogo con lui e volendo istaurare un patto di amicizia e di cooperazione.

Ha voluto fondare un’alleanza simile a quella che i  capi dei gruppi e delle nazioni facevano fra loro per un mutuo aiuto.Chiedeva l’impegno del popolo all’osservanza dei precetti divini in cambio di benedizioni.

Gia’ il semplice fatto di entrare come cibo e bevanda nel corpo dei credenti, appare come segno evidente di un amore meraviglioso e nascosto che segue la via dell’umilta’.Secondo le parole di Gesu’ questa mutua appartenenza diventa ancora piu’ intima nell’eucaristia,con una penetrazione mutua.

Nell’eucaristia,egli viene in noi;conferma cosi’ e rafforza la sua presenza nella nostra vita.con la santa messa si rinnova il sacrificio di cristo e della chiesa in favore dell’umanita’,diventa anche un’offerta non solo di Dio, ma del sacrificio di tutti i cristiani in funzione della redenzione del mondo.

“La celebrazione della messa costituisce il centro di tutta la vita  cristiana per la chiesa universale e per i singoli fedeli.

Se il battesimo e’ la porta d’ingresso nella comunita’ cristiana,l’eucaristia ne’ e’ il centro e la suprema attuazione,ma la fede nell’eucaristia non e’ facile,come non e’ facile accogliere il mistero della croce di cui e’ rappresentazione sacramentale.

Nel II secolo il racconto di san Giustino Martire  ribadisce il collegamento tra parola ed eucaristia e presenta uno svolgimento che coincide sostanzialmente alla messa dei giorni nostri:riunione dell’assemblea,letture,omelia,preghiera dei fedeli,presentazione del pane e del vino,azione di grazie consacratoria,comunione:”Nel giorno chiamato del signore(la domenica),tanto quelli che abitano in citta’ come quelli che abitano in campagna si adunano nello stesso luogo,e si fa lettura delle memorie degli apostoli e degli scritti degli apostoli degli scritti dei profeti,sin che il tempo lo permette.

Quando il lettore ha terminato,colui che presiede, tiene un discorso,per ammonire ed esortare all’imitazione di questi buoni esempi,poi tutti insieme ci eleviamo e innalziamo preghiere;quindi,cessate le preci,si reca pane e vino e acqua;e il capo della comunita’ eleva preghiere e ringraziamenti con tutte le sue forze e il popolo acclama,dicendo:amen.Quindi si fa distribuzione e spartizione a ciascuno degli alimenti consacrati e se ne manda,per mezzo dei diaconi,anche ai non presenti

 Dal Catechismo per gli adulti edizioni Cei

 

Papa Giovanni PaoloII nel suo documento nuovo millennio ineunte,redatto alla fine del giubileo del duemila a proposito dell’eucaristia  dice:

il massimo impegno va posto dunque nella liturgia ,”il culmine verso cui tende l’azione della chiesa e,insieme,fonte da cui promana tutta la sua virtu’”.Nel secolo XX,specie dal concilio i poi,molto e’ cresciuta la comunita’ cristiana nel modo di celebrare i sacramenti e soprattutto l’eucaristia. Occorre insistere in questa direzione,dando particolare  rilievo all’Eucaristia domenicale e alla stessa domenica,sentita come giorno speciale della fede,giorno del Signore risorto 

 

e dono dello spirito santo ,vera Pasqua della settimana.

Da duemila anni,il tempo cristiano e’ scandito dalla memoria di quel “primo giorno

dopo il sabato”(Mc 16,2.9;Lc 24,1;Gv20,19,in cui Cristo risorto porto’ agli apostoli il dono della pace e dello spirito”.”Vorrei pertanto insistere,nel solco della Dies domini,perche’ la partecipazione all’eucarestia sia veramente per ogni battezzato,il cuore della domenica:un impegno irrinunciabile,da vivere non solo per assolvere ad un precetto,ma come bisogno di una vita cristiana veramente consapevole e coerente.

L’eucarestia domenicale,raccogliendo settimanalmente i cristiani come famiglia di Dio intorno alla mensa della parola e del pane di vita,e’ anche l’antidoto piu’ naturale alla dispersione.Essa e’ il luogo privilegiato dove la comunione e’ costantemente annunciata e coltivata.proprio attraverso la partecipazione eucaristica ,il giorno del Signore diventa anche il giorno della chiesa,che puo’ svolgere cosi’ in modo efficace il ruolo del sacramento dell’unita’”.

 

I segni dell’eucarestia nella storia della chiesa

Nel corso della storia molti sono i miracoli che si sono avuti nel corso di celebrazioni eucaristiche,come segno dell’azione dello spirito santo in seno alla chiesa.

Ne raccontiamo alcuni:

“Il primo fu Tarcisio un ragazzino di appena nove anni che,nel 260,s’incarico’ di portare l’eucarestia presso alcuni cristiani imprigionati.Il suo proposito rimase saldo anche quando,alcuni pagani,tentarono di strappargli quell’ostia che il bambino custodiva con tutta la sua fede:le mani di Tarcisio erano pietrificate nel petto e il ragazzo preferi’ morire piuttosto che tradire il suo signore.

Gregorio Magno che,in una domenica dell’anno595,celebrava la Messa in san Pietro a roma:mentre distribuiva la comunione,una donna rise nel sentir pronunciare “questo e’ il corpo di cristo”,allora il pezzetto di pane consacrato si converti’ in carne e sangue.e ancora,nel 1331,in Francia l’ostia si trasformo’ in una goccia di sangue zampillante

Lanciano 750 l’ostia e il vino si fanno carne e sangue,Trani 1000 l’ostia si fa carne;Ferrrara1171 l’ostia sprizza sangue;Alatri1228 l’ostia diventa carne;Bolsena1263 l’ostia si fa sangue;Lanciano-offida1273l’ostia si abbrustolisce;Valvasone 1294 l’ostia sanguina;Montepulciano 1310 Comunione nel cielo;Cascia1330 l’ostia sanguina; Bologna1333 l’ostia si eleva;Macerata1356 l’ostia sanguina;Bagno1412 l’ostia sanguina;Torino1453l’ostia si eleva;Asti1535l’ostia sanguina;siena1730 le ostie rimangono incorrotte;Scala1732 apparizione dell’ostia;Napoli 1790Comunione in volo,Torino1847 ostie moltiplicate,San Mauro la Bruca 1969 ostie incorrotte.”

Tratto da I miracoli del pane,l’avvenire.

 

 

 

 

 

 

 

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