Sette e movimenti religiosi alternativi

 

Il ritorno al sacro che sta segnando la società mondiale,ormai da decenni, ha tante sfaccettature.

Infatti se da una parte c’e’ un proliferare dei credenti che aderiscono alle religioni tradizionali,c’e’ un altrettanto proliferare dei movimenti religiosi alternativi alle grandi religioni e delle sette.

Spesso ci si chiede cosa sia una setta? Ebbene a mio avviso una setta e’ un organizzazione chiusa all’esterno, che ha delle norme in  contrasto con gli ordinamenti giuridici e che viola palesemente i diritti dell’uomo.

Va quindi distinta dunque dalla categoria di movimento religioso alternativo, che seppure non e’ una vera e’ propria religione ,non si può annoverare tra i movimenti devianti.

Eppure la devianza, può manifestarsi anche in taluni gruppi appartenenti anche alle religioni tradizionali,ma si tratta di episodi isolati. Tra gli istituti e le organizzazioni che si occupano dello studio e dell’informazione sulle sette e sui movimenti religiosi alternativi segnaliamo:

Il GRIS (gruppo di ricerca sulle sette ,www.gris.org),formato prevalentemente da sacerdoti

 utilizza,  un linguaggio ruvido ed  ha il limite d’essere diffuso a macchia di leopardo nella nostra penisola  .Poi c’e’ il CESNUR ( centro di studi sulle nuove religioni,www.cesnur.org )che ha un approccio SOCIOLOGICO, più morbido e rivolto al dialogo, che analizza i fatti in modo pragmatico. Il cesnur ha prodotto varie collane di libri sulle tematiche in esame e sforna continuamente libri I testimoni di Geova meritano un attenzione particolare:tra i tanti siti ad  esempio spicca quello di Achille Lorenzi (www.infotdgeova.it) rigoroso,obiettivo e  documentato anche se un po’ prolisso. Riguardo ai tdg vi e’ stato un riconoscimento giuridico dello stato italiano e l’approvazione dello statuto interno,che si può trovare nel sito stesso www.infotdgeova/pucci. ,forte e’ in loro la dimensione comunitaria. Il vero limite dei testimoni di Geova, aldila’ delle dottrine e’ il rifiuto di ogni forma di dialogo interreligioso e di ecumenismo. Eppur vero che non riconoscono Gesù quale Dio ,ma anche gli ebrei e i musulmani non credono nella Trinità ,e questo non desta particolare  scandalo.Tutte le diocesi dovrebbero avere dei centri d’ascolto, dove si accoglie  la persona che e’ caduta nella mani di una setta .Essa  dovrebbe ascoltata,con profondo rispetto ed amore e aiutata ad elaborare il proprio vissuto serenamente. L’amore  e’ in grado  di sanare certe ferite profonde.

Non e’ all’uomo che spetta il giudizio dell’altro uomo. Invece la condanna al comportamento e alla dottrina deviante e’ del tutto legittima soprattutto se si basa su dati di fatto,documenti e testimonianze inoppugnabili.

Di fronte all’evidenza ,presentata con il giusto tatto cadono i muri.

Eppure  in tutte le diocesi dovrebbero esistere centri di ascolto per tali tematiche.

Importante e’l’opera di prevenzione e formazione che deve coinvolgere primariamente catechisti e persone che hanno ruoli di responsabilita’ nelle parrocchie. Attualmente sono poche le parrocchie dove il fenomeno delle sette viene esaminato in tutte le sue forme.

La gente vuole capire,sono tempi in cui la fede tradizionale viene messa spesso in discussione.

Far riscoprire la ricchezza della propria tradizione religiosa e’ un compito che spetta fondamentalmente  alla chiesa,ed essa ha tutti i numeri per attivare tale processo. Occorre formare chi e’ già nella parrocchia per poter poi coinvolgere i lontani e soprattutto quelle persone che si lasciano attrarre dai movimenti religiosi alternativi,i quali appaiono pieni di fascino e mistero. Sono certo che il nuovo pontefice sarà in grado di stimolare il popolo cattolico ad una maggiore consapevolezza del proprio ruolo nella chiesa e nel mondo.

 

Luigi Fabiano

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